Modena, finiti tutti i lavori: «Adesso il nostro Duomo è più sicuro»

Presentata la fine del cantiere in cattedrale. Il vescovo Castellucci: «Lavoro scientificamente accurato e soddisfacente»

MODENA. Il “nuovo” Duomo affascina. Si avvicina ai fedeli con l’altare. Rinasce dalle ferite delle scosse sismiche. «Lo abbiamo restituito a tutti i modenesi», ha affermato ieri con soddisfazione l’architetto Elena Silvestri. I lavori da lei diretti hanno richiesto un investimento di oltre un milione e mezzo di euro, finanziato dalla Regione. Il cantiere raccontato ieri nella giornata di studi in Duomo è stato per Silvestri «un dialogo con il monumento». Nelle storie rientrano sia le immagini restaurate sia gli sfregi legati ai terremoti. «Abbiamo scoperto che il Duomo è stato soggetto a diversi sismi – ha proseguito Silvestri – e ha sempre reagito con parziali crolli. Nel 1501, nel 1505, nel 1670 e nel 1820 sia le cronache sia le indagini svolte insieme a Unimore ci hanno documentato che la cattedrale ha subito gravi danni».

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Imparare dal passato è un modo per evitare danni maggiori in futuro. «Gli interventi fatti ora sono importantissimi – ha garantito la direttrice dei lavori – perché agiscono sulla sostanza e vanno a consolidare la struttura».

Nel dettaglio, gli interventi hanno riguardato le volte, le murature e la copertura. «All’estradosso delle volte abbiamo risarcito tutte le lesioni – ha spiegato l’architetto – ed è stata stesa una rete in fibra di vetro, annegata in una malta di calce, per impedire i movimenti della volta sotto il sisma. Inoltre, sono stati consolidati i frenelli per mantenere più ferma la volta. All’intradosso, sono state iniettate le lesioni e sono stati collegati i costoloni alla volta. Quelli che si vedono da terra, con le nervature a crociera, non erano solidali con le volte e sono assolutamente gli elementi più vulnerabili. Con il sisma del 2012 si sono staccati dei pezzi, caduti per terra. Erano pericolosissimi. Sono stati quindi collegati alle volte e tutto l’intradosso è stato consolidato».

Il consolidamento ha coinvolto le murature. «S’è intervenuti mediante iniezioni di calce in tutte le lesioni – ha aggiunto Silvestri – perché molte murature del duomo sono a sacco, vuote, slegate. È stata quindi iniettata la calce in profondità per dare più solidità alle murature. Le stesse sono state collegate con catene in ferro per tenere più stabile la struttura». Il ferro torna come elemento nella copertura. «Sono stati fatti collegamenti in ferro di tutti gli elementi lignei – ha proseguito Silvestri – per permettere alla struttura di copertura di essere solidale. Si tratta di interventi di sostanza che rendono certamente più sicura di prima la nostra cattedrale meravigliosa».

Soddisfatto dei lavori il vescovo don Erio Castellucci. «Il risultato è soddisfacente per tutti – il commento di don Erio – perché il consolidamento non è stato invasivo. Sono stati inseriti rinforzi che non disturbano affatto la contemplazione delle forme. È stato un lavoro scientificamente molto accurato. Ora il nostro Duomo è ancora più sicuro». —


 

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