Lama Mocogno. Da piccolo orto di famiglia a fattoria dei sapori perduti

L’azienda per tutti, anche su Facebook, è “La Via dell'Orto" in via La Baldina 7 a Lama Mocogno anche se formalmente è denominata “Fattoria Com&f” . La zona è quella bassa del territorio comunale lamese, nei pressi di Olina, a un'altitudine di 500 metri. La Fattoria Com&f di Bruno Bosi deve il nome a un acronimo che racchiude tutta la filosofia dell'azienda agricola

LAMA MOCOGNO. L’azienda per tutti, anche su Facebook, è “La Via dell'Orto" in via La Baldina 7 a Lama Mocogno anche se formalmente è denominata “Fattoria Com&f” . La zona è quella bassa del territorio comunale lamese, nei pressi di Olina, a un'altitudine di 500 metri. La Fattoria Com&f di Bruno Bosi deve il nome a un acronimo che racchiude tutta la filosofia dell'azienda agricola: "Cibo ospitalità memoria & futuro". Il cibo è quello che la famiglia Bosi produce nei due ettari di terreno: orticole, cereali e vino; la "memoria" arriva dalla storia della famiglia.

Lama Mocogno, azienda agricola Com&F la via dell'orto


«La famiglia Manfredini, quella di mia madre – racconta Bruno Bosi – è proprietaria di questi terreni almeno dall'Ottocento. Da circa 70 anni non venivano lavorati, se non in minima parte, per coltivare un piccolo orto familiare».
Infine c’è il futuro, che è Francesco, il figlio tredicenne di Bruno e Paola Caselli.
«L'azienda è a conduzione familiare – racconta Bruno Bosi – mio figlio fin da piccolissimo aveva interesse per le piantine. Seguiva i familiari durante la cura del piccolo orto e si faceva comprare le bustine di semi. Crescendo ha insistito affinchè l'orto di pochi metri quadrati diventasse più grande e fossero aggiunte nuove varietà di ortaggi, fino a quando due anni fa ha insistito perchè chiedessimo il permesso alle zie, anche loro proprietarie del terreno, per potere rimetterlo in uso».


Oltre agli ortaggi e alla vigna preesistente sono stati così piantati cereali e grani antichi: il Bolero, il Gentil Rosso e quest'anno anche il farro. «Poi si poneva un problema serio – dice Bruno – Cosa ce ne possiamo fare di tutta questa roba?».


Allora è nata la fattoria. Bruno, che era un rappresentante di materiali edili e da sempre nel settore edilizio, ha abbandonato le costruzioni per intraprendere il cammino dell'agricoltura e due anni fa è nata Fattoria Com&F. È iniziata così la commercializzazione degli ortaggi e mamma Paola, farmacista, in un primo tempo molto restìa all'operazione, è diventata una delle più accese sostenitrici del progetto.
«Quest'estate iniziato a fare i mercati contadini - dice Bruno - per ora solo a Pavullo, e poi facciamo cassettine di ortaggi per la vendita a domicilio. Questa sorta di prenotazione dei prodotti ci permette di raccogliere solo i quantitativi di ortaggi destinati alla vendita. Riusciamo così a fornire al cliente un prodotto sempre freschissimo, appena raccolto».


Gli ortaggi seguono il ciclo stagionale, non ci sono serre e non vengono usati prodotti chimici per fertilizzare o diserbare. In questo momento l'azienda può fornire tutti gli ortaggi invernali: finocchi, cavolfiori, cavoli cappucci, verze, spinaci, broccoli, radicchi, bietole, sono ancora in produzione i peperoni.
«Il nostro metodo di coltivazione si basa su un'agricoltura conservativa - aggiunge Bruno - che consiste nel non svoltare il terreno con delle arature profonde, in modo da mantenere intatti gli strati del suolo, la fertilità del terreno e l'humus. Seguiamo le rotazioni e quest'anno vorremmo iniziare a usare anche la pacciamatura. Gli ortaggi sono quelli della tradizione, che possono essere coltivati sui nostri terreni, anche se iniziamo ad aggiungere altre varietà, come il cavolo nero».


La vigna invece si compone di 1700 piante con uve Chardonnay, Merlot e Pinot.
«Produciamo vino per la nostra famiglia, i parenti – ha aggiunto Bruno – ma ancora non lo commercializziamo. Stiamo cercando di conservarle e mantenere il clone di Uva Tosca che abbiamo da sempre nel nostro vigneto, anche se non è facile».


Con i prodotti della terra mamma Paola cucina i piatti della tradizione, ma sperimenta anche nuove ricette.
«Mi sto dedicando per la famiglia a quello che chiamano il confort food – dice Paola – zuppe, torte salate, piatti a base di verdure e nel futuro ci piacerebbe che questo si trasformasse in una proposta per i clienti, che ci stanno seguendo con entusiasmo perchè dicono che stanno riscoprendo i sapori perduti».
Nel futuro dell'azienda c'è quindi anche l'ospitalità.
«Vorremmo organizzarci per fare venire i nostri clienti a vedere come lavoriamo - dice Bruno - ci piacerebbe proporre anche degustazioni ed eventi, cucinando con le nostre materie prime». —