Regionali/ Bologna. Salvini e Borgonzoni al Paladozza, fuori le contromanifestazioni

BOLOGNA  Prima la tensione in centro, con lancio di oggetti, bottiglie e fuochi d'artificio da un lato; idranti della polizia contro i manifestanti. Poi l'enorme, pacifica folla di piazza Maggiore, 10mila sardine - ben più delle 6mila auspicate - a gridare "Bologna non abbocca", mentre al chiuso del PalaDozza iniziava la convention. Tre momenti, tre luoghi per raccontare Bologna nel giorno dell'arrivo di Matteo Salvini per le Regionali di gennaio, e la reazione della città.  

Mega-evento in stile convention americana per l'apertura ufficiale della campagna elettorale di Lucia Borgonzoni, al PalaDozza di Bologna. Palco centrale, nella 'casa' del basket bolognese, i colori della manifestazione sono il blu, che da anni ha rottamato il verde Lega, abbinato - novita' - al giallo (colore tradizionale dei 5 stelle). Colonna sonora di musica italiana, come da scaletta rigida di tutte le manifestazioni leghiste dopo la "svolta' nazionale del partito, sono distribuiti alcuni sacchetti con cappello da baseball e braccialetto in plastica con la scritta 'Borgonzoni presidente'. Nel parterre presente una folta delegazione di dirigenti leghisti, da parlamentari a europarlamentari, a Roberto Calderoli e Giancarlo Giorgetti. Oltre a Borgonzoni e Matteo Salvini previsti gli interventi di tutti i governatori leghisti, Attilio Fontana, Luca Zaia, Massimiliano Fedriga e il sardista Christian Solinas.

LA CRONACA

Con la kermesse del Paladozza di Bologna è partito ufficialmente l'assalto di Matteo Salvini al fortino della sinistra italiana, la Regione Emilia-Romagna, dove si vota il 26 gennaio. A dire la verità la campagna elettorale della Lega è partita da settimane, con Salvini impegnatissimo in città e paesi della regione al fianco della sua candidata, Lucia Borgonzoni. Ma quello bolognese, con un evento all'americana, è stato il kick-off che da ufficialmente il via alle ostilità.

Ostilità che la Lega e Salvini hanno trovato in abbondanza in città: in piazza Maggiore alcune migliaia di persone hanno fatto un flash mob pacifico nel segno delle sardine, il simbolo scelto per l'occasione per ingaggiare con la Lega una guerra di numeri su chi avesse più partecipazione, rispetto all'iniziativa del Paladozza: gli organizzatori avevano annunciato di voler riempire il 'Crescentone' della piazza con 6mila persone strette, appunto, come sardine: obiettivo abbondantemente raggiunto, visto che la piazza era gremita.

Fra i manifestanti tanti esponenti del Pd ed anche Giambattista Borgonzoni, padre della candidata della Lega. Fin dalle 18, inoltre, i collettivi universitari hanno portato circa tremila persone in corteo per le strade della città, con l'obiettivo di avvicinarsi il più possibile a un Paladozza blindato da un ingente spiegamento di uomini e mezzi delle forze di polizia. Non sono entrati in contatto perché, al lancio di petardi, fumogeni e palloncini pieni di vernice del corteo che voleva sfondare il cordone, dalle camionette sono stati azionati gli idranti che hanno allontanato il corteo.

Per Matteo Salvini, però, la sfida emiliano-romagnola ha un forte significato nazionale e non ne fa mistero: strappare dalle mani di uno dei due alleati del governo la propria storica bandiera significherebbe creare un problema serissimo a tutta la compagine di maggioranza. E così ha scelto il Paladozza che, oltre che un tempio della pallacanestro italiana, è anche un luogo fortemente simbolico per la sinistra bolognese. «L'obiettivo - ha detto - è restituire speranza, futuro e libertà d'impresa a tutti gli emiliano-romagnoli e tornare al governo a livello nazionale. Sono orgoglioso che la Lega sia protagonista di questa nuova speranza, per l'Emilia, la Romagna e l'Italia», ha detto, auspicando «un cambiamento a livello locale, però anche un cambiamento a livello nazionale, perché questo è un governo fondato su tasse, sbarchi, manette e povertà».

Un governo, ha aggiunto, «che fa scappare le imprese e nemico degli italiani e quindi l'obiettivo è restituire speranza, futuro e libertà». Lucia Borgonzoni è stata protagonista della serata, anche per sfuggire alle critiche di chi, a cominciare dal suo sfidante Stefano Bonaccini, la accusa di essere costantemente nell'ombra di Salvini. «Non mi vergogno di Salvini - ha detto - a differenza di qualcun altro che vuole nascondere Zingaretti, Renzi e il suo partito. Sono orgogliosissima del partito che rappresento, chi nasconde il Pd lo fa perché quel partito sta mettendo in ginocchio questa Regione».

Con loro tutto lo stato maggiore della Lega: da Giancarlo Giorgetti a Luca Zaia, da Massimiliano Fedriga a Gian Marco Centinaio, fino a Donatella Tesei, colei che ha conquistato l'Umbria in un'impresa che Matteo Salvini vorrebbe emulare in Emilia-Romagna il 26 gennaio. Solo che l'effetto sarebbe molto diverso.

CONTRO MANIFESTAZIONE IN CENTRO A BOLOGNA

Piazza San Francesco piena, a Bologna, per il concentramento di collettivi e centri sociali che si preparano a manifestare per "disturbare" la convention della lega al Paladozza con Matteo Salvini e Lucia Borgonzoni. Almeno un migliaio al momento i manifestanti, muniti di furgone con impianto di amplificazione. Tra i cartelli c'è spazio anche per l'ironia, tra un "Salvini per te solo il pollo nei tortellini" e "a Bologna l'unica cosa che si lega sono le biciclette". Con ogni probabilità il corteo tenterà di avvicinarsi il più possibile al Paladozza. Dal lato di via San Felice e via delle Lame, la strada al momento sembra libera: lo sbarramento delle forze dell'ordine è in via Riva Reno, a poca distanza dal tempio del basket bolognese. In quel punto la polizia è presente con blindati, transenne, grate metalliche e almeno un mezzo dotato di idranti.

"Se le proteste sono pacifiche sono le benvenute". È la risposta di Matteo Salvini ai cronisti che gli chiedevano delle manifestazioni in programma questa sera a Bologna, contemporaneamente alla convention della Lega al Paladozza.

SI USANO GLI IDRANTI

Idranti utilizzati per disperdere gli attivisti dei centri sociali che si sono avvicinati a pochi metri dal cordone di polizia allestito a poche centinaia di metri dal Pala Dozza di Bologna, dove è in corso la convention della Lega con Matteo Salvini e Lucia Borgonzoni. I collettivi in via Riva Reno, a pochi passi dai blindati delle forze dell’ordine, hanno iniziato a lanciare diverse bottiglie oltre a petardi e fumogeni. A quel punto in diverse occasioni sono partiti gli idranti per allontanare i manifestanti che avevano intenzione di sfondare la cintura allestita da polizia e carabinieri. Al momento non ci sono stati contatti o scontri fisici.

BORGONZONI REPLICA A BONACCINI: LUI SI VERGOGNA DEL PD...

Intorno alle 18 Salvini e la candidata Lucia Borgonzoni hanno incontrato la stampa anticipando un po' i temi trattati nella convention di apertura della campagna.

"Sono orgogliosa del partito che Rappresento e non mi vergogno di Salvini, a differenza di qualcun altro che vuole nascondere Zingaretti, Renzi e il suo partito, quando in realtà quel partito sta mettendo in ginocchio questa regione con una serie di tasse. E' inutile che ci si nasconda", ha detto la candidata leghista in Emilia-Romagna, Lucia Borgonzoni, che va all'attacco così del suo avversario, il governatore uscente Stefano Bonaccini.

Il presidente della Regione proprio ieri ha lanciato un appello al governo e ai big del Pd, perchè non vengano in Emilia-Romagna solo a fare comparsate elettorali ma ad aiutare sui problemi del territorio. E Borgonzoni affonda il colpo. "Non è che se gli altri si vergognano di essere rappresentati o di rappresentare qualcuno, mi devo vergognare anch'io- punge la candidata leghista, in conferenza stampa questo pomeriggio all'esterno del paladozza di Bologna, prima della convention di questa sera col leader del Carroccio- anzi, spero che Salvini venga tante altre volte e che vengano anche gli esponenti degli altri partiti del centrodestra".

MATTEO DIFENDE L'"ASSENTEISTA" BORGONZONI

Matteo Salvini difende dalle accuse di assenteismo la sua candidata in Emilia-Romagna Lucia Borgonzoni, sia senatrice che consigliera comunale a Bologna. «se a sinistra rimangono queste polemiche vuole dire che abbiamo già vinto», chiosa Salvini durante l'incontro stampa di questa sera davanti al Paladozza.

«L'accusa di assenteismo me l'hanno fatta per un anno al governo. Uno sta in ufficio il tempo necessario e poi sta in mezzo alla sua gente perchè i problemi li puoi risolvere» anche fuori dall'ufficio. «Gli italiani hanno apprezzato il lavoro di Lucia a Bologna e il mio al ministero a Roma» visto il gradimento del partito. Ma Borgonzoni si è difesa in prima persona. «forse- obietta la candidata in Regione- faccio più interrogazioni e chiedo più dati in Comune di quanto non facciano tutti i consiglieri della sinistra messi insieme. Se stanno a scaldare una sedia e prendere uno stipendio, che io non percepisco, sarebbe meglio ci fossero un pochino meno e facessero un pochino di più per i cittadini»

SPERANZA DI CAMBIAMENTO

«Sono orgoglioso che la Lega sia protagonista di questa nuova speranza di cambiamento a livello locale ma anche nazionale». Così Matteo Salvini parlando prima dell’evento di apertura della campagna elettorale di Lucia Borgonzoni a Bologna. Il nostro «obiettivo è tornare al governo», ha scandito il segretario leghista. A chi gli chiedeva delle contro-manifestazione organizzate nel capoluogo emiliano-romagnolo, Salvini ha risposto: «Bene, se sono pacifiche fanno bene alla Lega». Il capo di via Bellerio si è presentato ai cronisti insieme a Borgonzoni e ha garantito che la senatrice leghista è la «candidata di tutto il centrodestra» e che anche esponenti di FI e FdI parteciperanno saranno presenti alla manifestazione al PalaDozza. «Io non mi vergogno di Salvini, io non lo nascondo, come fanno altri coi loro leader», ha detto, dal canto suo, Borgonzoni, con riferimento a Stefano Bonaccini, e alla sua ritrosia a trasformare il voto regionale in un referendum sul governo nazionale.

BONACCINI: APPREZZO LE PROTESTE DI CIVILTA'

Stasera non sarà in piazza Maggiore a Bologna per il flashmob delle '6mila sardine' - iniziativa lanciata per battere la capienza del PalaDozza dove sarà in corso la kermesse della Lega con Matteo Salvini e Lucia Borgonzoni - ma Stefano Bonaccini, presidente Pd ricandidato al bis in Emilia-Romagna, apprezza «Civiltà, educazione e modalità della protesta».

Nelle stesse ore il governatore spiega che sarà a Piacenza e poi in collegamento tv con Piazza Pulita. Quanto all'altra manifestazione prevista nel capoluogo emiliano, Bonaccini auspica che «il corteo dei centri sociali non sfoci in proteste che non siano civili perché - sottolinea - da un lato sarebbero un regalo a Salvini e dall'altro ho sempre pensato che in democrazia si possa protestare anche duramente ma sempre mantenendo la civiltà dei comportamenti, dei toni e del rispetto degli avversari».

IL PD DA VENERDì APRE LA SUA CORSA AL VOTO CON UNA  TRE GIORNI

Una tre giorni targata Pd, a Bologna, per confrontarsi con i cittadini, con la società civile, con il mondo produttivo, sindacale, culturale del Paese. Parte domani, per chiudersi domenica, 'Tutta un'altra storia. Gli anni 20 del 2000' che vedrà presenti, nella città emiliana, esponenti di Governo, dirigenti e amministratori del Partito Democratico.

La kermesse inizierà nel tardo pomeriggio, alle 17.30, a Palazzo Re Enzo dove si alterneranno, tra gli altri, il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini e il segretario nazionale del Pd, Nicola Zingaretti. La giornata di sabato sarà aperta, in mattinata da un intervento di Fabrizio Barca mentre nel pomeriggio è in programma quello del Parlamento Europeo, David Sassoli.

Nel corso di una seduta plenaria, ancora, spazio, tra gli altri: a Carmelo Barbagallo, Anna Maria Furlan e Maurizio Landini, segretari di Uil, Cisl e Cgil; Ilaria Cucchi; i sindaci di Parma e Milano, Federico Pizzarotti e Beppe Sala; l'ex presidente del Consiglio e della Commissione Europea (in video), Romano Prodi e Andrea Orlando, vicesegretario del Partito Democratico. In serata cena per la campagna elettorale per le regionali in Emilia-Romagna, nel corso della quale Giovanni Floris dialogherà con il segretario nazionale Nicola Zingaretti e con il governatore dell'Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini.

Domenica i lavori si terranno a Fico Eataly World, con gli interventi, tra gli altri, di Paolo Gentiloni, commissario europeo per gli Affari economici e monetari; Stefano Bonaccini, presidente dell'Emilia-Romagna e candidato anche alle prossime regionali di gennaio e quello conclusivo del segretario nazionale del Partito democratico, Nicola Zingaretti, concluderà la tre giorni bolognese.