Le sardine modenesi sono pronte ad accoglierlo «Tutti in piazza Grande»

Due studenti universitari vogliono emulare il flash-mob bolognese che si è tenuto giovedì «L’idea è quella di dare una risposta all’arrivo del leader leghista ma senza simboli politici»

Magari di sardine non sapevano molto, anche perché uno studia Ingegneria meccanica, mentre l’altra ha scelto Filosofia.



Questo però non significa che non possano trasformarsi, almeno per una sera, nel pesce più in voga del momento, trascinando con loro tantissimi modenesi. Se giovedì a Bologna la “protesta delle sardine” ha portato in piazza migliaia di cittadini per dire no al tentativo di Matteo Salvini di espugnare la Regione, a Modena la risposta è immediata: lunedì alle 19, in contemporanea con il passaggio modenese del leader della Lega, in piazza Grande e non più Mazzini andrà in scena un flash-mob sulla falsariga di quello di piazza Maggiore. E a lanciare la sfida all’ex ministro dell’Interno non sono i dirigenti del centrosinistra locale, ma due ragazzi del ‘98: Jamal Hussein, 21enne marchigiano di origini libanesi, da tre anni residente in città e studente di Ingegneria Meccanica all’Unimore, e la sua compagna Samar Zaoui, originaria della Tunisia e studentessa di Filosofia.



A illustrare le ragioni che li hanno portati a ideare l’evento “Modena non si Lega” è Jamal, che invita tutti i cittadini a presentarsi all’evento, ma senza portare bandiere o simboli di partiti o associazioni.

Jamal, come è nata l’idea delle… sardine modenesi?

«Visto il grande successo dell’iniziativa bolognese, io e la mia compagna ci siamo confrontati sulla necessità di dare una risposta simile anche nella città in cui abbiamo deciso di vivere e studiare. Insomma, tra quello che è successo alla senatrice Segre, dalle minacce sui social ai consiglieri leghisti di Modena che non si sono alzati in piedi per renderle omaggio, e gli insulti della curva del Verona a Balotelli, passando per l’arsenale sequestrato in Toscana agli estremisti di destra che volevano far saltare in aria una moschea, mi sembra che il clima si stia facendo piuttosto pesante in questo Paese. Così, abbiamo deciso di passare subito ai fatti, organizzando l’evento facendo leva su Facebook».


Per ora sul social ci sono quasi 4mila persone interessate e oltre mille condivisioni dell’evento. Modena, insomma, ha risposto in fretta alla chiamata delle sardine.

«La risposta di Modena è stata strepitosa, almeno per ora: insomma, tutto ci saremmo aspettati, tranne questo successo. Avere tanti partecipanti sarà importante per lanciare un messaggio chiaro: Modena non abbraccerà Salvini, e la sua macchina dell’odio non avrà successo qui. Siamo fermamente convinti che sia tempo di reagire al modo di fare politica del leader della Lega, che alimenta la cattiveria delle persone e che fonda il proprio messaggio principale sull’odio verso il prossimo».

Qualcuno però, leggendo i nomi degli organizzatori, potrebbe pensare che si tratti di una protesta organizzata da cittadini stranieri...

«Non è così, perché siamo di seconda generazione: io sono nato e cresciuto in Italia - ribadisce con accento marcatamente marchigiano, ndr - e come tanti altri italiani non ci sto ad assistere in silenzio al propagarsi di questo clima di odio. Anche per questo abbiamo scelto piazza Mazzini per organizzare l’evento di lunedì: il flash-mob si terrà davanti a un luogo altamente simbolico, la Sinagoga di Modena, perché la Lega non ha votato la commissione contro il razzismo e l’antisemitismo, scegliendo inoltre di non alzarsi e applaudire una senatrice sopravvissuta ai campi di sterminio».

Aspettative per lunedì?

«Speriamo di essere in tanti... e di starci tutti, in piazza Mazzini». —

L.G.

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