Modena È tornato il Guercino, e adesso San Vincenzo è una chiesa blindata

Il quadro è di nuovo nella sua sede originaria dopo il furto Don Arletti: «È la prima tappa di un processo di rinascita»

MODENA Domenica 17 novembre, ore 11,02, il Guercino riscopre la chiesa di San Vincenzo. Sono passati esattamente 389 anni dal 17 novembre 1630. Quella domenica la parrocchia di corso Canalgrande scopriva per la prima volta l'opera di Giovanni Francesco Barbieri, pittore centese più noto come Guercino. L'aveva commissionata il duca Alfonso III d'Este, l'ha inaugurata il figlio Francesco I.

«È stato il primo duca realmente modenese - ha rimarcato ieri dal critico d'arte Emilio Negro - e il primo a chiamarsi Francesco, come il pontefice attuale». Corsi e ricorsi di una storia negli ultimi anni travagliata. Le ferite seguenti al furto dell'agosto 2014, al ritrovamento in Marocco tre anni dopo e al primo restauro sono ancora visibili. L’opera dedicata alla Vergine in trono con i santi Giovanni Evangelista e Gregorio Taumaturgo ha bisogno di nuovi interventi, ma intanto è tornata a casa e s'è rimessa in mostra.

Modena, il Guercino è di nuovo nella chiesa di San Vincenzo

«È la prima tappa di un processo di rinascita - ha assicurato don Claudio Arletti, parroco di San Giuseppe e San Biagio - ma ha ancora bisogno di essere portata alla bellezza del suo splendore».



Quello splendore che i modenesi osservarono per la prima volta quasi quattro secoli prima... guardando da un'altra parte. La pala non era infatti esposta sul lato sinistro della chiesa subito dopo l’ingresso, ma «nel secondo altare di destra», come precisato da Negro. Il critico d'arte ha stupito molti degli oltre cento fedeli descrivendo l'opera. «La Madonna senza Bambino può essere definita un proto-manifesto di femminismo - ha spiegato Negro - Il suo essere sola e in cattedra rappresenta un unicum iconografico». Il critico ha poi ricordato che «è l'unico quadro a Modena del Guercino rimasto nella sede originaria». Il nuovo abbraccio di ieri non sarà l'unica occasione di rivederlo. Dal lunedì al sabato sarà apprezzabile dalle 8.30 alle 14.30. Alla domenica la chiesa sarà aperta invece dalle 10 alle 12. Il dipinto sarà sorvegliato da un custode e da telecamere. «È assolutamente sicura: abbiamo l’approvazione di tutte le autorità competenti per i sistemi d’allarme installati», ha garantito don Arletti. —


 

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