Modena. Zebina, 90 anni, prigioniera nella casa invasa dall’acqua

Un centinaio di famiglie e diversi negozianti contano i danni degli allagamenti «Ci siamo svegliati all’alba, c’erano già più di 60 centimetri: siamo disperati»

MODENA. «Attenzione a non cadere». Lo dice con il sorriso sulle labbra di chi ne ha viste tante e non vuole arrendersi nemmeno questa volta.

Protagonista della mattinata turbolenta è la signora Zebina Lugli, 90 anni, che è uscita di casa grazie all’aiuto della polizia municipale, dei vigili del fuoco e dei vicini. E soprattutto del figlio: quando è stato avvisato dai conoscenti che la situazione tra via Cesare Costa, via Maini e via Casoli era compromessa, ha dato l’allarme per poter trarre in salvo la madre, che altrimenti sarebbe rimasta bloccata in casa.


Così, caricata su un sedia della sua abitazione, è stata trasportata all’esterno. Non c’è stato bisogno di ricorrere alle cure mediche, Zebina stava bene: solo un po’ di apprensione, perché trovarsi in casa “una gamba d’acqua” non è il massimo per nessuno.

Zebina è uno dei casi simbolici di una mattinata trascorsa in mezzo all’acqua, alla rabbia e all’amarezza. Poche lamentele però, e tanto lavoro, fin dalle prime luci dell’alba, per provare a rimettere tutto in ordine nel minor tempo possibile.

Ci si conosce tutti nel reticolato di strade e abitazioni tra via Santi, via Costa, via Cesari, via Maini, via Casoli.

I danni maggiori li hanno avuti certamente al Forno Giardini, uno dei punti di riferimento della zona, all’imbocco di via Maini: «Siamo disperati, perché ci saranno almeno quindicimila euro di danni. E poi dovremo vedere quando la situazione tornerà alla normalità».

Macchinari e materie prime, ci sarà da capire quanto è stato compromesso da questa ondata: «L’acqua veniva da basso, c’era poco da fare. Mi hanno avvisato questa mattina tra le cinque e le sei - spiega il titolare del forno - ma quando ti trovi di fronte a questi fenomeni non sai proprio dove metter mano».

Lo sconforto si legge sul volto di chi ha investito una vita per la propria attività, per cercare le proprie sicurezze. Come Vito Stanisci, che in via Maini ci lavora e ci abita da quasi trent’anni: «È incredibile. Quando ci siamo svegliati non volevamo crederci. Abbiamo più di 60 centimetri d’acqua ovunque».

Due i problemi: la tombatura del canale che passa sotto la ciclabile che costeggia la zona e le buchette che a bordo strada non tiravano. Colpa delle tante foglie che le hanno ostruite. Stivali e galosce, la mattinata è passata con i ferri alla mano per cercare di sollevare i tombini e creare vortici che potessero svuotare la strada.

Le porte delle abitazioni ogni tanto si aprivano, e chi usciva faceva il suo elenco, soprattutto riferito a quando custodito nei garage: oggetti anche di valore, in alcuni casi lavatrici e asciugatrici in cantina che ora sono da buttare.

Sul posto, oltre alla polizia municipale e ai vigili del fuoco che come al solito si sono dati da fare in lungo e in largo, anche i tecnici di Hera, di supporto ad alcune abitazioni.

La giornata di oggi, quando il meteo dovrebbe dare un po’ di tregua, dovrebbe essere quella decisiva per capire la reale entità dei danni subiti da un centinaio di famiglie che non avrebbero mai pensato di finire sott’acqua a pochi passi dal centro storico. —

D.B.

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