Pievepelago. Flavia, l’ex maestra che non ama la caccia eletta capo dell’AtcMo3

Guardia ecologica, prima donna a guidare l’ente venatorio «Amo gli animali, farò sintesi tra chi spara e l’ambiente»

PIEVEPELAGO È un evento l’elezione di Flavia Landi, 67enne guardia ecologica volontaria (Gev), alla guida dell’Atc MO3 che comprende i comuni di montagna: Lama Mocogno, Pievepelago, Riolunato, Fiumalbo, Montecreto, Fanano, Sestola, Montefiorino, Palagano e Frassinoro. In tutta l’Emilia Romagna non c’era mai stata una donna a ricoprire una carica del genere, caso rarissimo, se non unico, anche in Italia. Giovedì nella sede di Lama Mocogno si è imposta con 14 voti su 20 con appoggio di Enalcaccia, associazioni agricole e ambientaliste. Solo 6 voti per lo sfidante, e cacciatore provetto, Arnaldo Ricchi, sostenuto da Federcaccia, Ekoclub e dai due membri di centrosinistra nominati dalla Regione.

Landi, come si sente da donna a comandare un’organizzazione di caccia?


«Bella sfida, ma nella vita mi sono già trovata a occuparmi di attività di solito in capo agli uomini. Quarant’anni fa non era così facile vedere una donna fare arrampicata e andare di notte da sola nei boschi per vedere i cervi e altri animali. Io lo facevo. Come non era così comune trovare una donna a cui piaceva sparare, e io sono sempre andata spesso in poligono a provare pistola e fucile. Ma per sport, mai con l’intenzione di sparare a qualcuno».

Tantomeno agli animali...

«Mai patita voglia di caccia, e non sarò mai una cacciatrice perché amo troppo gli animali. La fauna selvatica è sempre stata la mia passione».

E come farà a rapportarsi con i cacciatori? !

«Sono più di vent’anni che collaboro con loro per la gestione dell’Atc, da esperta di fauna e di territorio, dato che sono nata al lago Santo e ho sempre abitato a Tagliole pur girando il mondo. La mia candidatura nasce da questa proficua collaborazione: sanno come sono e mi hanno ritenuto una persona adatta. Non tiro il grilletto qui, ma forse sono più esperta di tanti cacciatori in certe cose. Proprio per il mio bagaglio, spero di riuscire a trovare la quadra per far convivere gli interessi di cacciatori, agricoltori e ambientalisti. Questo è l’obiettivo del mandato quinquennale. Credo che per collaborare ci sia bisogno di parlarsi di più, e una donna è adatta in questo. Io le buone intenzioni ce le ho tutte, spero ci siano anche nei cacciatori».

Quando le hanno proposto la candidatura?

«Sono rimasta un po’ sorpresa, senza dubbio, ma poi mi sono detta: perché no? Sono già stata pioniera in tante cose... Proviamo anche con questa».

E a casa? Le reazioni?

«Sono abituati alle mie scelte “strane”. Lo era mio marito, scomparso sette anni fa, ha sempre assecondato le mie scelte. E lo sono i miei figli, abituati anche loro a una mamma che “è sempre fuori”».

Prima cosa faceva?

«Sono andata in pensione tre anni fa: ho sempre fatto la maestra tra Pieve e dintorni, nelle elementari ma anche nelle materne, convinta che per plasmare i nuovi cittadini con una buona educazione ambientale prima si comincia e meglio è». —