Sassuolo. Dal bacino degli Estensi ai vigneti di Tenuta Vandelli

Dieci ettari di vigneto e tre vini: Rosso del Bacino, Rosa del Bacino e Bianco del Bacino. Tre nomi che racchiudono la filosofia produttiva dell'azienda agricola Tenuta Vandelli di San Michele dei Mucchietti nei pressi di Sassuolo, dove il fiume Secchia lambisce i campi coltivati. William racconta la storia dell’azienda di S. Michele che ora produce anche vini

SASSUOLO Dieci ettari di vigneto e tre vini: Rosso del Bacino, Rosa del Bacino e Bianco del Bacino. Tre nomi che racchiudono la filosofia produttiva dell'azienda agricola Tenuta Vandelli di San Michele dei Mucchietti nei pressi di Sassuolo, dove il fiume Secchia lambisce i campi coltivati.

La chiarezza, la qualità e l'essenzialità del prodotto si sviluppa su canoni ben definiti: produzione di uve esclusivamente di origine autoctona, metodo di coltivazione biologico, rispetto della tradizione e della storia aziendale. «L'azienda agricola è attiva dal 1960 come produzione di uva - ha spiegato William Vandelli - quando il nonno Festino comprò Il primo fondo del Bacino. Erano sette ettari abbondanti ed era tutto un frutteto. Lui veniva da Magreta. Veniva da esperienze di vigneto e poco per volta, anno dopo anno, ha riconvertito il frutteto a vigneto». William Vandelli si definisce il "braccio operativo" dell'azienda agricola familiare, che oggi comprende circa 12 ettari di terreni, suddivisi su tre diversi fondi situati tutti nella stessa area confinante con il fiume Secchia, dei quali dieci ettari completamente coltivati a vigneto.


«Il primo fondo, quello che comprò il nonno, è denominato fondo del Bacino – spiega ancora William – e il nome Bacino deriva dal fatto che un tempo una parte di questo fondo era un invaso d'acqua, un bacino artificiale costruito nell'Ottocento dai Duchi Estensi, delimitato interamente da un muro di sasso di fiume».

L'invaso, secondo quanto racconta William, «era un invaso d'acqua che serviva per recuperare il legname che veniva tagliato in Appennino. I tronchi venivano fatti scendere lungo il fiume e a questa altezza venivano recuperati. Qui veniva fatta una prima lavorazione. I tronchi venivano ridotti di dimensione e poi una parte era conferita nelle zone limitrofe con carri e cavalli, mentre la maggior parte della produzione veniva trasportata a Modena via acqua attraverso il canale che si trova al di là dalla strada Provinciale. Questo legname era il carburante del periodo. Poi dal 1920-25 l'uso del legname è stato sostituito dal carbone e quindi questo appezzamento è stato recuperato a fini agricoli, prima come frutteto e poi dal nonno sempre a vigneto».

Ora, al posto del Bacino della legna dei Duchi Estensi c'è ancora la vigna di nonno Festino. «È qui che abbiamo il nostro vigneto più vecchio, che ha quasi 50 anni ».

L'attività agricola della Tenuta Vandelli è passata al figlio Valter, padre di William, venuto a mancare un paio di anni fa, dopo una vita intera passata in simbiosi con i suoi vigneti: al fondo iniziale del Bacino ha aggiunto altri due appezzamenti.

I dieci ettari di vigneto sono composti solo da vitigni autoctoni, fra i quali c'è prevalenza di Lambruschi: Grasparossa e Salamino; ma c'è anche il Malbo Gentile, poi il Trebbiano, il Pignoletto e la Spergola, più conosciuta per le sue origini reggiane, ma che si trova tradizionalmente anche oltre il Secchia in territorio modenese, fino alle propaggini di Montegibbio. Tenuta Vandelli produce il suo Bianco del Bacino vinificando la Spergola in purezza. «Nel 2012 abbiamo iniziato la trasformazione in proprio dell'uva - ha aggiunto William - fino a quella data eravamo produttori solo di uva. Adesso siamo a 20mila bottiglie, che corrisponde a circa il 15-20% della nostra uva, il restante continua a essere conferito alla di Formigine Pedemontana. L'obiettivo è arrivare a vinificare tutta la nostra uva. Non vendiamo sfuso, ma solo in bottiglia. Abbiamo finito il periodo di riconversione e la vendemmia appena fatta è già certificata biologica».

Accanto al vigneto del Bacino c'è la sala degustazione della Tenuta Vandelli, un'area dove vengono organizzati eventi privati e degustazioni. «Stiamo lavorando molto sulla parte commerciale - ha concluso William - prevalentemente con ristoratori ed enoteche della nostra zona, e poi con qualche cliente in regione ed anche all'estero. Il nostro prossimo obiettivo è di sviluppare l'accoglienza, puntando in futuro sull'agriturismo. Abbiamo dei vecchi edifici rurali che potrebbero servire allo scopo». —