Modena. Redecocca, arriva la nuova gestione per il locale storico

I tre soci del Caffè del Collegio rilevano la trattoria innovandola «Conserveremo la tradizione ma aggiungeremo la fantasia a partire dall’impiattamento»

Menù della tradizione, ma nuova gestione. La Locanda Redecocca, finora più conosciuta come trattoria nell’omonimo piazzale nel cuore di Modena, cambia volto. E ieri ha riaperto con una gestione completamente rinnovata che, però, non rappresenta una sorpresa per chi frequenta il centro storico.

Alla guida della locanda, infatti, sono entrati Andrea Vasta, Mario Schioppa e Leonardo Novelli che per chi ama il centro di Modena sono sinonimo del Caffè del collegio. Sono loro tre che accettato la scommessa della gestione di un’attività che fa arrivare in tavola i piatti principali della nostra tradizione.


«Il nome è sempre stato locanda, poi all’esterno c’era scritto trattoria - racconta Andrea - Noi preferiamo la definizione di locanda, perché comunica più calore, ed è in linea con la storicità e i valori che vogliamo trasmettere. Abbiamo completamente rinnovato il colore e il piano di illuminazione, sono state inserite piante a caduta dal soffitto... Crediamo di avere fatto un buon lavoro».

Il menù tradizionale della locanda, come detto, è quello tipico modenese: tortelloni, tortellini, rosette, lasagne gnocco e tigelle, maccheroni al pettine con ragù di coniglio. Questi i piatti che la fanno da padrone. Accanto, ci saranno portate un po’ più elaborate. «Come secondi a base di petto d’anatra cotto a bassa temperatura con la riduzione di porto rosso e crema di topinambur, classiche tagliate a filetti, tartare di manzo - prosegue Andrea - I dolci sono quelli classici come la zuppa inglese, lo stracchino della duchessa rivisitato alla nostra maniera, una selezione di crostate e torte della locanda, che cambieremo di continuo: a volte proporremo la tenerina, altre la torta di tagliatelle, o di riso. Da noi si trova anche un’ampia selezione di vini, in particolare di lambruschi, ma non mancano certo le bollicine e i rossi fermi. La nostra è principalmente cucina tradizionale con qualche rivisitazione, e cerchiamo di curarla con l’impiattamento. Anche l’occhio vuole la sua parte. Per questo, abbiamo scelto piatti molto carini che funzionano da elemento decorativo che introduce all’esperienza della degustazione». Una doppia sorpresa, quindi, per chi si siede a tavola.

«Quando abbiamo comunicato ai nostri clienti del Caffè del collegio di questa nuova avventura - conclude Vasta - la novità è stata accolta con entusiasmo: abbiamo già diversi tavoli prenotati da parte di chi ci segue da anni. E, d’altra parte, è anche segno che il nome del locale era già conosciuto». —