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Quando il resto in centesimi non è un obbligo

Nei vari supermercati o catene commerciali è già in atto la legge del 2018 che consente l’arrotondamento per eccesso o per difetto ai multipli di cinque più vicini. Cosa significa? Che i prezzi dei prodotti in vendita possono essere arrotondati.

Nei vari supermercati o catene commerciali è già in atto la legge del 2018 che consente l’arrotondamento per eccesso o per difetto ai multipli di cinque più vicini. Cosa significa? Che i prezzi dei prodotti in vendita possono essere arrotondati.

Camminando per i centri commerciali si nota che spesso i prezzi sono espressi in centesimi: capita a volte che non venga dato il resto in centesimi a questo proposito intervistiamo la commessa di Game Stop.


È a lei che abbiamo chiesto un chiarimento, dal momento che quando si viene in questo negozio e si compra un videogioco vediamo che non sempre viene dato il resto in centesimi. Come mai questo?

«Perchè dal 2018 esiste una nuova legge che ci permette di arrotondare per eccesso o per difetto al multiplo di cinque centesimi più vicino».

Abbiamo verificato e quello che dice la commessa è vero, ed è importante da sapere anche per i clienti: dal primo gennaio del 2018, infatti, le monete da 1 e 2 centesimi non vengono più coniate in Italia ma continuano comunque a circolare fino ad esaurimento, mantenendo il loro valore legale; tuttavia la legge ha chiarito che nel caso di pagamenti in contanti i prezzi vengano arrotondati per eccesso o per difetto al multiplo di 5 più vicino.

Insomma, se il conto è di 5,57 euro si pagano 5,55 euro, se è di 5,58 (come spesso nei prezzi del Game Stop) si sale a 5,60 euro. L’unico modo per pagare il conto esatto è avere la cifra precisa in centesimi nel proprio portafoglio.

Quindi non c’è da preoccuparsi se non vi vengono dati i centesimi di resto poichè c’è una legge che dice che si può fare; ma se non volete pagare neanche un centesimo in più basta avere il portafoglio pieno di monetine. —

Gli studenti della 1D

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI



Proprio grazie all’intuizione di questi ragazzi, nei giorni scorsi la Gazzetta si è occupata di questo tema realizzando un’inchiesta sui pagamenti in contanti e il resto in centesimi.