Lo spirito di Berselli vive nell’amata Emilia in “guerra elettorale”



Sono passati quasi dieci anni da quando il più mancino dei tiri tolse alla famiglia, agli amici e ai tanti suoi estimatori il giornalista e scrittore modenese Edmondo Berselli. Al Baluardo della Cittadella il Comune ha organizzato martedì una serata per parlare dell’attualità di uno dei suoi libri più famosi, “Quel gran pezzo dell’Emilia”, uscito 15 anni fa. Presentati da Beppe Cottafavi, direttore editoriale del Dondolo, la casa editrice civica digitale promossa dall’amministrazione cittadina, hanno partecipato la direttrice di Biblioteca e Galleria Estense (oltre che della Pinacoteca nazionale di Ferrara e del Palazzo Ducale di Sassuolo) Martina Bagnoli, Rita Cucchiara, docente di Intelligenza Artificiale alla Facoltà di Ingegneria di Unimore e poi ancora l’inviato de L’Espresso Gigi Riva e il direttore del settimanale Marco Damilano, per il quale Berselli fu editorialista. Sul palco sono in seguito saliti anche il sindaco Giancarlo Muzzarelli “il Cristiano Ronaldo della politica modenese, che si è fatto rieleggere senza bisogno dei supplementari” lo ha definito Cottafavi, e il presidente della Regione Stefano Bonaccini. Berselli è stato rievocato leggendo alcuni brani tratti da “Quel gran pezzo dell’Emilia” o attraverso i racconti dei suoi ex colleghi. Ma la serata ha presto preso la strada dell’attualità visto che, come ha ricordato Damilano, “«uesta regione è ora un campo di battaglia. L’Emilia è stata da sempre un laboratorio, senza tirarsela troppo; da Gorrieri all’Ulivo fino al Vaffa day. Dalla cantava Com’è profondo il mare. Oggi a colmare questa profondità, questo vuoto, ci devono però pensare i ragazzi delle Sardine, riattivando un sentimento popolare – ha spiegato - che è anche un esperimento politico, e che vuole un ritorno alla politica». La presenza di Muzzarelli e Bonaccini ha stimolato le domande sull’appuntamento elettorale del 26 gennaio. È mancato forse alla serata (Luca Bottura, assente, avrebbe certamente contribuito, ndr.) un poco di quel “cazzeggio colto” di cui Berselli era il massimo rappresentante italico. «Ciò che faceva Edmondo – ha ricordato Riva – era qualcosa di inedito nella cultura italiana e sicuramente figlio di quell’Emilia-Romagna dove tutto si tiene, che è il Sud del Nord e il Nord del Sud. Berselli usando l’ironia e il sarcasmo avvicinava l’alto e il basso»”. Bagnoli e Cucchiara si sono concentrate nei loro interventi su quanto nei loro rispettivi ambiti si stia facendo e che vede la nostra regione all’avanguardia, non solo a livello nazionale». —