Operazioni al ginocchio, il sassolese Francesco Fiacchi miglior chirurgo under 40

È stato scelto da colleghi della società scientifica Sisasgot dopo prove teoriche e pratiche 

SASSUOLO. A metterlo sul podio più alto sono stati i suoi colleghi blasonati, con molti anni di lavoro ed esperienza. E tanti interventi alle spalle.

Per il chirurgo ortopedico sassolese Francesco Fiacchi, 32 anni, il riconoscimento per essere il più bravo in Italia, sotto i 40 anni, negli interventi al ginocchio è arrivato dalla Sisasgot, la società scientifica dei camici bianchi che raggruppa gli specialisti del settore in Italia. Pochi giorni fa a Parma, nel corso di un convegno sulla gonoartrosi, ha ritirato il premio che gli è stato conferito nel corso di una cerimonia in cui ha ricevuto il premio Master Arthroplasty.


I primi a fare il tifo per questo premio sono stati i suoi genitori, che hanno seguito tutte le tappe della sua “turbo” carriera. In prima fila, ovviamente, il padre Pietro, medico pure lui con studio in città in via Ciro Menotti, e la mamma Mirta Debbia.

Per lui, specializzato come gli altri otto colleghi selezionati all’Humanitas di Milano con prove teoriche e pratiche, l’interesse per le protesi che risolvono i problemi di chi ha le artriti al ginocchio, è diventato una passione sin da quando frequentava l’università di Modena.

«Lo ammetto - dice tra un’operazione e l’altra all’ospedale di Suzzara, dove opera come professionista - l’articolazione del ginocchio mi ha sempre affascinato. Per questo dopo il liceo Formiggini ho frequentato l’ateneo modenese e mi sono spostato negli Usa, a Gainsville in Florida, dove ho preparato la tesi di laurea».

Missione compiuta: voto di 110/110 con tesi di ricerca sulla “cinematica del ginocchio”, altri cinque anni di specializzazione, sempre a Modena, poi il vortice di impegni di lavoro con i malati. Oltre che l’ospedale in provincia di Mantova lo aspettano quattro ambulatori (a Modena, a Sassuolo, a Formigine e a Vignola) che gli permettono, con un pendolarismo quotidiano, di non allontanarsi dall’ombra della Ghirlandina e dalla visita ai genitori a Sassuolo.

Guai però a pensare che sia il classico studioso iperattivo. Basta vederlo per capire che il ragazzone che a vent’anni o quasi arrivò terzo ai campionati italiani di judo ha la competizione nel sangue, qualunque cosa faccia.

«Non potendo più gareggiare nelle arti marziali - dice - mi sono dedicato al crossfit con buoni risultati. Ma dall’anno scorso ho dovuto lasciare anche quello. Gli impegni di lavoro, dalle 7 del mattino a dopo le 21, mi assorbono completamente. E poi c’è l’aggiornamento. Però non mi lamento. È la mia passione, la vita che ho scelto e quindi per adesso va bene così».

Pragmatico e ottimista Francesco Fiacchi sta accumulando un’imponente esperienza fatta di interventi e diagnosi che un domani potrà spendere in ogni sede. Per scaramazia preferisce non ipotecare il futuro ma è evidente che al momento la sua ambizione si riversa sulla libera professione più che sul versante accademico. La tesi sulla biomeccanica del ginocchio maturata a Gainesville (Usa) è una tappa della sua evoluzione professionale ma sentendolo parlare è chiaro che il rapporto con i pazienti è quello che lo stimola di più.

Intanto l’affiancamento all’equipe del dottor Gabriele Cavazzuti a Suzzara lo assorbe completamente. —