Modena. Settecento giovani al Comunale per il Rigoletto

Gli studenti hanno assistito a teatro alle prove generali dell’opera di Verdi per favorire l’avvicinamento al mondo della lirica

Esperienza da ricordare per oltre settecento studenti modenesi ospiti il 25 novembre del Teatro Comunale Pavarotti, che ha offerto la possibilità di assistere alla prova generale del Rigoletto, l’opera in tre atti musicata da Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave ispirato al dramma Le roi s’amuse di Victor Hugo. «Il Comunale – spiega il direttore del teatro Maestro Aldo Sisillo - si impegna da anni, con continuità, a incoraggiare e seguire lo sviluppo della grande tradizione lirica e del teatro musicale italiano. Uno degli aspetti principali di questo progetto è lo sforzo volto a ricomporre il distacco fra pubblico e compositori».

Questo “sforzo” trova voce nel ricco cartellone di proposte dedicate alle scuole: i bambini di primarie e materne diventano protagonisti di un’opera o di un balletto indossando piccoli costumi creati appositamente, imparano trucchi di palcoscenico, ingredienti per creare filtri e veleni potentissimi, giocano dando la caccia ad alcune parole all’interno delle arie; scuole secondarie di I e II grado sono invece invitate a sperimentare esperienze teatrali dal vivo, e a conoscere il lavoro del teatro dall’interno, con la possibilità di seguire le prove di alcuni spettacoli. Non mancano gli incontri rivolti ai docenti, con un percorso di introduzione al teatro musicale dove, attraverso l’analisi dei libretti e la visione di dvd è possibile comprendere come funziona la drammaturgia musicale e come è cambiato il rapporto tra testo poetico, musica e scena nel corso dei secoli.


«Siamo convinti – conclude Sisillo - che la strada per recuperare, da un lato il rapporto con la nostra grande tradizione, dall’altro il dialogo con il nuovo pubblico, passi dalla considerazione che la musica sia innanzitutto mezzo di conoscenza e fenomeno comunicativo. Cinema, teatro, videoarte e televisione hanno rivoluzionato immancabilmente il nostro rapporto con lo spettacolo dal vivo. In conclusione, la convinzione sulla quale il Comunale si è mosso in questi anni è che il vero terreno di sperimentazione, oggi, non riguardi solo il linguaggio in sé, ma proprio la comunicazione con il pubblico ed in particolare con quello più giovane. Si tratta, dunque, non tanto di dedicare recite del grande repertorio alle scuole, bensì di produrre spettacoli che tengano conto di tutte queste nuove esigenze». —

M.T.

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