Morto a 13 anni per mano nazista, il sacrificio di Franco nelle parole dei ragazzi

Dopo quasi un anno di ricerche è stato pubblicato il libro su Cesana Gli autori sono gli studenti delle medie dell’Istituto Berti di Prignano 

il progetto

Monica Tappa


Studenti, docenti, autorità e associazioni: un progetto corale ha portato alla presentazione in questi giorni della pubblicazione “Dalle leggi razziali al sacrificio di Franco Cesana”, che conclude, almeno in parte, un lavoro di ricerca legato alla Memoria iniziato a gennaio e realizzato dagli studenti dell’Istituto Berti di Prignano. «La pubblicazione sul giovanissimo partigiano Franco Cesana medaglia di bronzo al valor militare realizzata dai ragazzi dell’istituto Berti di Prignano, in collaborazione con la comunità ebraica di Modena e Reggio Emilia e le associazioni del territorio, coordinate da Walter Telleri, resa possibile grazie al sostegno di Franco Stefani, – dice il sindaco Mauro Fantini - rappresenta un momento significativo di conoscenza e approfondimento di una pagina della storia della nostra comunità rimasta per troppo tempo in ombra. Il plauso dell’amministrazione comunale e mio personale va a quanti hanno reso possibile il raggiungimento di questo traguardo».

E aggiunge: «Vogliamo che quanto realizzato non resti un evento isolato. È infatti nostra intenzione, in occasione del prossimo 25 aprile, intitolare una piazza di Pescarola a Franco Cesana».

Tanti i momenti di grande commozione, straordinari e poco usuali per ragazzini di scuola media, come l’incontro a Torino con i loro coetanei della scuola ebraica, la visita all’assemblea Regionale a Bologna e la partecipazione, il 2 giugno, in Prefettura, alle celebrazioni della Festa della Repubblica.

«Con il contributo dei professori coordinatori Elisabetta Ballesi e Stefano Ferrari e degli esperti Mirco Carrattieri, Walter Telleri, Virginia Fantini – ha detto Giuliana Marchetti Dirigente Istituto Francesco Berti - gli studenti hanno dato vita a una ricostruzione dei fatti cercando di individuare alcune categorie storiche/ sociali che permettessero di comprendere e spiegare come le cose siano andate in un certo modo e come i fatti si colleghino tra loro. Spero che ricostruendo la vita del giovane Franco, loro coetaneo, possano davvero costruirsi strumenti per avvicinarsi ai fatti partendo dalle fonti ed elaborare capacità di lettura e di collegamento degli eventi a difesa dei diritti umani».

Attenta e precisa, corredata da documenti, molti dei quali inediti,la ricostruzione della vita del giovane Franco Cesana, nato a Mantova il 20 settembre 1931 da famiglia ebrea composta da cinque persone, trasferito a Bologna nell’ottobre del 1931, espulso dalla scuola pubblica “Elisabetta Sirani” nel 1938, quando vengono emanate le leggi razziali, iscritto dopo la morte del padre nel 1939, all’Istituto Israelitico di Torino, cui segue il ritorno della famiglia a Bologna, nel 1941, il difficile periodo da “ricercati” fino all’arrivo a Casa Saldino, in una località che fa parte della frazione di Pescarola di Prignano sulla Secchia e la decisione di Franco di diventare staffetta partigiana nella brigata Scarabelli fino al 14 settembre 1944, giorno del suo tredicesimo compleanno e giorno della sua morte. Tra gli approfondimenti, le testimonianze di Emanuele Pacifici, tratte dal volume «Non ti voltare» Autobiografia di un ebreo e schede dettagliate sulle Divisioni Partigiane presenti nel territorio e sulla Repubblica di Montefiorino.

«Il lavoro che gli studenti hanno svolto – ha aggiunto Luciana Serri Consigliera Assemblea Legislativa Regione Emilia-Romagna Presidente Commissione Politiche Economiche - non è servito solo per “fare memoria”, apprendendo un pezzo di nostra storia locale, ma è stata un’utile esperienza per comprendere come sia sempre necessario non accontentarsi di una lettura superficiale, di come sia necessario farsi un’opinione approfondita delle cose, comparando le diverse fonti e facendone una lettura critica, in modo da vedere le cose sempre nella loro completezza». —

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