Vignola. Francesco, lo scultore che realizza gorilla in cemento, grazie a stampanti 3D

Costanzini, 63 anni, realizza a Vignola statue a grandezza d’uomo utilizzando computer e soprattutto il suo materiale preferito

VIGNOLA. Nella sua terza vita (professionale) Francesco Costanzini ha potuto realizzare finalmente i suoi sogni di designer e di creatore di multipli artistici. E anche se il suo soggetto preferito sono i gorilla a grandezza naturale, nel suo laboratorio si trovano anche decine di lampade e casse acustiche di tutti i modelli e dimensioni.

Dopo la fotografia industriale e l’attività di imprenditore nel settore edile, all’alba dei suoi 63 anni, Costanzini ha la grinta di un giovane designer, impegnato a tempo pieno nel realizzare prototipi e complementi d’arredo, casse acustiche per altoparlanti wifi. Ma tutto, dalle statue agli oggetti, rigorosamente in cemento. È la sua passione, oggetto d’amore e stupore continuo, che lo porta a riscoprire i poeti del cemento armato come Pierluigi Nervi e Gio Ponti.


«Ma loro lo usavano per le costruzioni, io per le statue dei gorilla» dice con calcolata autoironia. È il suo punto di forza, questo suo far finta di giocare allo sperimentatore di forme e oggetti di ogni tipo, comprese le basi per i telefonini e gli svuota-tasche, che hanno in comune la materia prima. Basta però girare nella sua casa-laboratorio immersa nel verde in via Caselline per capire che nulla è lasciato all’improvvisazione; l’estro creativo ha sposato con entusiasmo le nuove tecnologie ed è proprio grazie a queste che è diventato per tutti “lo scultore dei gorilla”, conosciuto anche fuori provincia.



«Per me è un animale simbolo - spiega - riassume l’idea di una forza tranquilla, una sintesi tra riflessione e azione. Mi piace riconoscermi in lui. Così, tra un disegno e l’altro, sono passato al computer, alla realizzazione grafica e da qui sono passato a software dedicato che hanno trasformato l’immagine in tre dimensioni. Il passaggio successivo è stato quello di realizzare le statue. Detto e fatto, grazie alle stampanti 3D, nelle dimensioni volute. I primi modelli sono stati da 20 a 40 centimetri, poi sono passati a quelli più grandi. I bestioni? Diciamo che ho trovato uno come me in Romagna che con un braccio meccanico è in grado di riprodurre i miei modelli in polistirolo. Di lì in poi comincia la copertura in cemento, in modo che una statua di due metri arriva a pesare solo una settantina di chili».

L’ultima realizzazione si trova da alcuni giorni nel negozio Neofilia in via Battisti a Modena ma altre sono sparse in giro, con varie prenotazioni in arrivo. I prezzi? Quelli più grandi attorno ai 5 mila euro. «Ma in Florida - si affretta a precisare - ho visto gli esemplari di gorilla fatti con la stessa tecnica, leggermente più definiti, che costavano 100 mila dollari l’uno».



Il cemento resta la sua passione principale anche per gli altri oggetti con cui ha realizzato una linea di arredamento, “Atmosphera”, che non disdegna incursioni nel campo della musica e dell’illuminotecnica.

«Mobile, modulabile, modellabile» riassume Costanzini a proposito del materiale tuttofare. Dalle grandi vetrate che sostituiscono i muri esterni entra la luce che illumina decine di oggetti in divenire. E cinquanta sfumature di grigio accompagnano le tecniche di lavorazione: spazzolate, levigate e fresate le forme degli oggetti diventano lisce come un jeans.

«I vari passaggi dopo gli stampi - puntualizza - permettono di evitare lo sfarinamento e la polvere. E non si forma sporco nelle porosità delle superfici, alla fine compatte come marmo. Oggi, con l’arredamento minimal chic, forma e funzione tendono a coincidere. “Less is more”, ovvero “meno è meglio”, come diceva Mies Van Der Rohe. Da questo punto di vista il cemento può sempre essere reinventato». —

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