Vivevano nel degrado alla Fazenda "E io pagavo 300 euro di affitto"

Sgombero in vista dell’asta per lo storico ex ristorante Trovati 5 occupanti. Uno racconta: “Pagavo 300 euro al mese di affitto a un italiano”. Vendita fissata per la primavera

MODENA. Blitz alla Fazenda. Lo storico ristorante di stile sudamericano a due passi da Montale - ma ancora in territorio comunale modenese (è a San Martino di Mugnano) - è stato al centro di un’operazione della polizia municipale sollecitata dal curatore fallimentare dello stabile che aveva segnalato con un esposto la presenza di gente dentro l’appartamentino sul retro del locale. E alla Fazenda avevano trovato un tetto quattro nordafricani e un italiano. Vivevano nel degrado dentro il locale abbandonato.

C'era una volta il ristorante La Fazenda: da locale "in" a covo per senza tetto

Come spiega l’avvocato Alberto Rocchi, per conto del curatore fallimentare del complesso edilizio, lo sgombero era una misura necessaria in vista della pulizia dei rifiuti dentro e fuori dal locale: l’edificio e le sue pertinenze (l’appartamentino, il cortile e una piscina) saranno messi in vendita all’asta giudiziaria a partire dalla prossima primavera. E questa è sicuramente una buona notizia. Nella speranza che dopo vent’anni altalenanti e drammatici - da quando è morto lo storico proprietario Elio Sgarbi - la Fazenda torni a diventare un ristorante con un futuro certo.



L’operazione è scattata ieri mattina presto, quando gli agenti della Zona 3 della Municipale si sono recati nell’ex ristorante di via Bellaria, chiuso da parecchi anni, sulla base dell’esposto del curatore fallimentare dell’immobile.

Le pattuglie della municipale intervenute non hanno trovato solo un italiano che abita in un locale di pertinenza dell’ex ristorante e nei confronti del quale è in corso una procedura di sfratto, ma anche quattro nordafricani. Uno di loro ha anche fatto resistenza cercando di afferrare due coltelli da cucina che erano alla sua portata, ma è stato subito bloccato dagli operatori della municipale evitando il peggio.

L’operazione ha però portato alla luce una situazione ambigua per le presenze. Italiano a parte, uno degli occupanti pare che non fosse del tutto irregolare, anche se la sua posizione andrà chiarita: dice di pagare un affitto. Lo abbiamo trovato ieri mentre preparava un trolley di vestiti per cercare una nuova casa. Racconta Jamal, tunisino, 30 anni: «Ero qui in affitto. Non sono un abusivo.

Ogni mese pagavo trecento euro a un italiano. E prima di entrare mi ha addirittura chiesto seicento euro di caparra. Mi aveva detto che era tutto in regola. Ma non era in regola. Questa mattina (ieri per chi legge, ndr) sento un megafono. Mi alzo dal letto e vedo i vigili urbani. “Esci fuori!”, mi fanno. Ho aperto la porta e li ho fatti entrare. Hanno visto dove abitavo». Chi sarà mai l’italiano al quale Jamal pagava l’“affitto” ogni mese? Se l’appartamentino che occupava era in qualche modo curato, il resto dello stabile, abitato dagli altri irregolari, è ridotto in condizioni pietose. Per questo è stato presentato l’esposto per lo sgombero.

Ovunque ci sono segni di degrado. Nel piazzale del parcheggio si trova un’auto bruciata da chissà quanto tempo, un motorino senza targa, pezzi di auto, una discarica edile (è abusiva?) sopra il Tiepido, rottami e soprattutto tanta roba bruciata. Lo stato di abbandono è totale. «Proprio per motivi igienico-sanitari abbiamo chiesto lo sgombero - spiega l’avvocato - dobbiamo ripristinare i locali in vista della vendita all’asta. Ci sono lavori da fare, soprattutto all’interno, ma contiamo di trovare acquirenti». Mentre il fallimento della gestione del locale risale al 2012, la liquidazione della proprietà immobiliare risale al 2018. Era della società “Nuova Fazenda srl” di Modena costituita da due soci e un capitale di 10mila euro. Società cancellata dalla Camera di Commercio: ora tutto è in mano alla curatela. —




 

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