La cucina della nonna/ Le nespole nella paglia

in questo periodo, la rezdora toglieva le nespole dalla paglia e preparava una delicatissima marmellata, molto semplice da cucinare, ma molto lunga da preparare e richiedeva una certa pazienza e laboriosità; forse anche per questo la marmellata di nespole è ormai scomparsa dalle nostre tavole.

Col tempo e con la pagla maturano le nespole. Il detto, oltre a consigliare la reale pratica per fare maturare questo frutto della tradizione contadina, serve anche per invitare alla pazienza e sottolineare che il tempo aggiusta le cose.

Un tempo, a fianco di ogni casa contadina o in un giardino in città, c'era sempre un nespolo nostrano.


Oggi i nespoli comuni sono molto rari, ma si trova ancora qualche albero di nespolo selvatico nei boschi collinari. I frutti del nespolo comune vengono invece raccolti ad ottobre, ma non sono buoni da mangiare subito, per il loro sapore aspro e stringente. Dopo la raccolta le nespole devono infatti essere lasciate maturare, tecnicamente si direbbe “ammezzire”, tra la paglia, fino a quando, dopo qualche settimana, non hanno assunto il tipico colore marroncino e diventano tenere. Solo così diventano dolci e trasformano completamente il loro sapore.

A questo punto, all'incirca in questo periodo, la rezdora toglieva le nespole dalla paglia e preparava una delicatissima marmellata, molto semplice da cucinare, ma molto lunga da preparare e richiedeva una certa pazienza e laboriosità; forse anche per questo la marmellata di nespole è ormai scomparsa dalle nostre tavole.

Occorreva infatti pulire i frutti togliendo buccia e semi. La polpa che rimaneva, scarsa in proporzione allo scarto, veniva fatta cuocere per lungo tempo con lo zucchero. La marmellata serviva per preparare crostate, ma poteva anche essere inserita in un miscuglio di confetture che, in qualche ricetta, sostituivano il savor nel ripieno dei tortelli dolci di Natale. —