Lo spaghettone di chef Rossi è re dell’autunno con il nero di trombetta 

È un piatto ideale per l’autunno, quando lo si può apprezzare nel pieno della stagionalità. Lo spaghettone al nero di trombetta, proposto dalla Locanda del Feudo di Castelvetro impera sulle tavole su cui “regna” lo chef Roberto Rossi.

CASTELVETRO. È un piatto ideale per l’autunno, quando lo si può apprezzare nel pieno della stagionalità. Lo spaghettone al nero di trombetta, proposto dalla Locanda del Feudo di Castelvetro impera sulle tavole su cui “regna” lo chef Roberto Rossi.

Castelvetro Lo spaghettone di chef Rossi è re dell'autunno con il nero di trombetta

Il nero di trombetta è un fungo, presente in Appennino, nelle gastronomie modenesi, bolognesi e del Reggiano, nonché sui banconi dei mercati d’élite. Si tratta di un prodotto che si può trovare con una certa facilità sul territorio, nonostante la particolarità della ricetta. «Questo fungo rimane soltanto un mese sul nostro “palcoscenico” - afferma lo chef - Le dosi per quattro persone prevedono 250 grammi di nero di trombetta. Lo facciamo essiccare e lo frulliamo. Dopo di che lo lasciamo per 8 /10 ore a temperatura ambiente, con l’accorgimento di prepararlo il giorno precedente, o al mattino per la sera. Decantando piano piano, questa polvere di fungo crea una sorta di gel che costituisce un ottimo condimento, al quale non aggiungiamo nulla se non un po’ di burro per mantecare gli spaghetti.

Passando alla preparazione della pasta, occorre mettere due litri d’acqua a bollire. Una volta conclusa l’ebollizione l’acqua calerà a un litro e mezzo. Ed è a quel punto che va inserita la polvere di trombetta, ottenuta con il procedimento indicato. Gli spaghettoni, belli marcati, si cuociono in 14 minuti: la metà dentro al bollitore, l’altra metà in padella per fare uscire l’amido. La ricetta è apprezzata sia a cena che a mezzogiorno. Il ristorante è aperto dal gennaio del 2005. Lo staff è composto da due persone in cucina e quattro in sala, compresi i sommelier» conclude lo chef.—