Regionali 2020. Dalla Silicon Valley alla lista Bonaccini, Chiara Giovenzana in campo

L’imprenditrice modenese è candidata per il presidente «Voglio fare in modo che altri realizzino il loro sogno» 

MODENA. Si definisce una… rezdora innovativa, e soprattutto punta a dare la possibilità a tanti giovani emiliani di poter realizzare il proprio sogno senza dover fuggire all’estero. Lei è Chiara Giovenzana, 39enne modenese e “cervello in fuga”… rientrato: laureata a pieni voti in biotecnologie mediche, dopo aver portato avanti una serie di progetti da Basilea alla Silicon Valley, l’imprenditrice e ricercatrice è rientrata a Modena tre anni fa per dare vita ad un’impresa di consulenza strategica.

Ma ora Chiara ha deciso di guardare oltre il mondo delle imprese: il suo nome, infatti, sarà nella “lista del presidente” di Stefano Bonaccini, e dunque la 39enne modenese sarà candidata al Consiglio regionale per la coalizione del centrosinistra alle elezioni del 26 gennaio.

Giovenzana, perché ha deciso di candidarsi? «L’ho fatto sostanzialmente per due motivi: prima di tutto, vorrei che tutte le persone che hanno un sogno lo possano realizzare qui, senza il bisogno di andare via per cercare occasioni migliori. Io all’estero ho fatto delle esperienze molto belle e importanti, ma ho deciso di tornare e di provare a fare la stessa cosa qui: ecco, ora vorrei fare qualcosa che possa avere un impatto sul territorio, e penso che la politica possa fare molto in questo senso. Il secondo motivo è strettamente legato al presidente Bonaccini, che in questi cinque anni ha lavorato molto bene per la nostra regione: probabilmente ad altri avrei detto di no, ma a lui ho detto sì, perché sono in linea con il suo modo di vedere la politica e soprattutto con il suo modo di agire».

Guardando al suo passato, non è pentita di aver detto addio ad una carriera nella Silicon Valley? «Là ho fatto cose molto belle, a partire dai corsi di formazione alla Singularity University, ma non sono pentita di essere tornata, semplicemente perché ho voluto seguire il mio sogno e provare a fare la stessa cosa anche a Modena. E se è vero che all’estero ci sono molte possibilità dal punto di vista lavorativo, non dobbiamo pensare che altrove sia tutto fantastico e qui sia tutto negativo: il paese dei balocchi non esiste, e qui ci sono tante cose che si possono migliorare».

Lei non ha mai fatto politica, né si è mai candidata: la preoccupa quello che succederà da qui al 26 gennaio e quello che potrebbe iniziare dopo? «E’ vero, non ho mai fatto politica, e mi sento una “civica” a tutti gli effetti, come conferma il fatto che mi candido nella “lista del presidente”: sono una sorta di rezdora innovativa, ho fatto molte esperienze importanti nella mia vita, ma le mie radici sono profondamente legate a Modena. L’obiettivo è quello di mettermi al servizio della comunità emiliano-romagnola e fare il bene del territorio: sono consapevole che se sarò eletta nella mia vita ci sarà un grande cambiamento, ma il fatto di non sapere esattamente cosa succederà non mi spaventa, anzi… ». —

L.G.