Modena. La vittima non chiese la sua punizione: prosciolto il ladro

Rubò un portafoglio a un camionista: l’autore condannato in appello. La Cassazione annulla la sentenza per un “difetto” nella denuncia

MODENA. Ha compiuto il furto ma senza usare destrezza: non è ricorso ad alcun inganno per distrarre la vittima mentre sfilava il portafoglio dalla cabina della bisarca parcheggiata su una strada a Modena, perché il camionista stava lavorando dalla parte opposta. E, nel riconoscere questo aspetto, la Cassazione finisce per assolverlo perché nella sua denuncia il camionista si era dimenticato di scrivere qualche parola o anche una formula di rito che manifestasse la sua volontà di punire il ladro. Insomma, quella che si chiama querela, necessaria per procedere nel caso di furto semplice, ovvero senza aggravanti.

La sentenza emessa dalla Quinta Sezione penale della Corte Suprema riguarda un giovane modenese preso con le mani nel sacco nel novembre 2012, poco dopo aver “ripulito” la cabina del camionista portandogli via il cellulare e il portafoglio. Il giovane fu fermato poco dopo con in tasca la refurtiva. Non c'era storia. E infatti è stato denunciato per furto. Un furto con destrezza, cioè con l'aggravante di un furto attuato con abilità. L'anno scorso la Corte d'Appello di Bologna ha confermato la condanna con la relativa pena per il ladruncolo modenese. Senonché il suo difensore, l'avvocato Domenico Ippolito, è ricorso in Cassazione ricordando che le Sezioni Unite avevano già sottolineato che l'astuzia era necessaria per definire la “destrezza” nel reato, altrimenti si trattava di un normale furto "semplice". Proprio come sosteneva il difensore. Infatti la Cassazione ha riconosciuto che in questo caso il furto era avvenuto per una disattenzione del camionista che si era allontanato dalla cabina lasciando il telefonino e il portafoglio in cabina. Ma la Cassazione va oltre e dichiara che a questo punto la condanna è annullata e il processo non si rifarà perché il camionista, al momento di sporgere la denuncia per il furto subito, «non ha espresso alcuna manifestazione di una volontà punitiva, neppure implicita». Invece, secondo la legge «la volontà di chiedere la punizione del colpevole deve risultare in ogni modo inequivoco nel suo contenuto sostanziale». Perciò il processo non si può rifare «perché l'azione penale non poteva essere iniziata per mancanza di querela». —

 

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