Carpi, dopo 51 anni cala il sipario sul negozio Bazar Collection

Lo storico esercizio di abbigliamento in corso Alberto Pio chiude i battenti Silvia Cattini: «Carpi ha bisogno di verve. La piazza dev’essere aperta alle auto»

CARPI. Una delle attività storiche avviate da una colonna portante del centro sta per chiudere i battenti. Si tratta di Bazar Collection, negozio di abbigliamento che da ben 51 anni costituisce parte integrante dell’asse di corso Alberto Pio.

Tra poche settimane si abbasserà definitivamente la saracinesca sull’esercizio commerciale aperto da Silvia Cattini quando era da poco diventata maggiorenne: un’attività che l’esercente ha “coccolato” fino a farla crescere e diventare punto di riferimento per il centro. Almeno una volta ogni carpigiana è entrata per curiosare fra gli stand con gli abiti appesi, o per vedere da vicino i segreti di quella vetrina accattivante che, fra assortimento di colori e modelli che catturano lo sguardo, Silvia ha sempre curato moltissimo. E ora che l’esercente chiude il negozio «perché è arrivato il momento di andare in pensione definitivamente», rivela anche la sua ricetta per fare decollare nuovamente il commercio in centro storico.


LA STORIA

«Sono qui dal 1968, avevo 21 anni: allora era la maggior età - racconta Silvia - Ho vissuto periodi bellissimi del boom economico, del centro e della città. Ho vissuto appieno gli anni Settanta e Ottanta, quelli del boom economico, quando, ancora, tutto sembrava possibile e da costruire. C’erano tanti punti di riferimento: c’erano Valenti, il mercato in piazzetta e tanti luoghi e appuntamenti che garantivano un’attrattiva sicura al cuore pulsante della città. C’erano le grandi compagnie: il bar Dorando e il bar Roma aperti la sera. Ora è cambiata completamente la situazione. Sono cambiate le persone. Il centro è stato chiuso alle auto e questa è stata una scelta deleteria».

La commerciante, per riportare il centro ai fasti di un tempo, suggerisce di riaprirlo alle auto almeno alla sera. «Così potrebbe ripartire e acquisire una verve maggiore - sostiene Cattini - Adesso non c’è nessun evento che porti gente, invece».

Anche il mondo dell’abbigliamento è cambiato moltissimo. «Di certo soffriamo molto la concorrenza cinese e delle grandi catene - aggiunge - I prodotti low cost sono in voga perché, appunto, costano poco. Del resto non si comprende se il target più alto della clientela sia ancora disposto a credere nel sistema Carpi. Io ho speranze: voglio pensare che la città e il suo distretto ritornino ai fasti di un tempo grazie, anche, a iniziative imprenditoriali come quella di Marco Marchi che ha dichiarato di volere ridare al fashion il lustro che merita».

Quando la notizia della cessazione dell’attività dopo 51 anni si è diffusa, a Silvia sono arrivati tantissimi messaggi da parte di clienti e di frequentatori del centro storico. «Ho ricevuto sia auguri, sia affermazioni di spiaciute da parte di chi non vorrebbe vederci chiudere - racconta - Spero che mia figlia raccolga il testimone dell’attività. E per Carpi desidero che ritorni vivace come prima, con la gente che sorride. Aggiungo, inoltre, l’auspicio che il nuovo comitato di commercianti “Carpi c’è non rimanga ingessato nella burocrazia». —