Modena. Mostre e letture alle medie Ferraris per conoscere i flussi migratori

Si chiama “I love you. Identità e diversità nel mondo che cambia” Un viaggio per gli studenti alla scoperta di uno dei grandi fenomeni

MODENA. Si chiama “I love you. Identità e diversità nel mondo che cambia” il progetto, che prende il via in questi giorni alla scuola secondaria di primo grado Ferraris, dedicato alla conoscenza di uno dei grandi fenomeni che da sempre interessa l’umanità: le migrazioni.

“Pensiero critico, consapevolezza, discussione – spiega Elisa Turrini, che, con Marina Nicoletti, Grazia Martinelli e Chiara Bartolacelli, è tra le docenti referenti del progetto - costituiscono l’orizzonte semantico e didattico di questo progetto. Vincitore al Concorso di idee “Io Amo i Beni Culturali - IX Edizione” si avvale della collaborazione tra la biblioteca Delfini e la scuola media G. Ferraris e si pone come obiettivo principale l’analisi del fenomeno e la definizione di un’opinione personale basata sulla conoscenza e sulla competenza in materia, ovviamente senza scopi di propaganda o di indottrinamento”.


A partire da romanzi e racconti sul tema, ragazze e ragazzi delle Ferraris inizieranno un lavoro di analisi e confronto. Durante l’anno scolastico tali concetti verranno approfonditi con la visita a due mostre: in biblioteca Poletti li aspetta “Keine Papiere. Senza le carte delle identità” la mostra fotografica del Collettivo FX a cura di Carla Barbieri, cui seguirà laboratorio con uno degli artisti e “Nomen omen. Le carte delle identità”, all'Archivio Storico del Comune di Modena, al primo piano di Palazzo dei Musei in largo Sant’Agostino. In più UniMoRe aprirà le proprie porte per una lezione su accoglienza e discriminazione. Gli studenti seguiranno infatti una lezione del professor Elio Tavilla nella facoltà di Giurisprudenza sull’evoluzione dei diritti.

«Essere cittadini in una democrazia moderna – sottolineano - è come essere pesci nell’acqua: stiamo dentro l’eguaglianza e, siccome ci stiamo dentro, non ci facciamo caso. Essere uguali non vuol dire assomigliarci tutti, ma che lo Stato non fa differenze perché io sono bianco e tu nero, io sono maschio e tu femmina, io sano e tu malato, io sono cristiano e ebreo oppure musulmano: nessuno può essere discriminato, cioè trattato diversamente dagli altri. Questa condizione, non sempre pienamente realizzata, è il frutto di una lunga storia fatta di sofferenza, rivolta e pacificazione: conoscerla ci aiuterà a capire meglio chi siamo e a capire meglio le nostre relazioni con gli altri».

Prendendo spunto da questi incontri i ragazzi daranno poi vita a scritti e opere grafiche da esporre in biblioteca Delfini e lavoreranno anche una performance corale aperta al pubblico, frutto del laboratorio teatrale frequentato assieme a un gruppo di minori stranieri non accompagnati (Msna).

Il laboratorio sarà l’occasione per guardarsi in faccia, guardarsi dentro e capire cosa è identico e cosa diverso.

«Le finalità del progetto – concludono - sono chiare: conoscere e sviluppare un’opinione consapevole e responsabile su uno dei grandi fenomeni della nostra epoca: i flussi migratori».

Non mancheranno ovviamente le attività da svolgere in classe “insegnanti e studenti – spiegano le docenti - affronteranno il tema da diversi punti di vista, letterario, geografico, storico, statistico alternando momenti di lettura corale a momenti di conversazione e confronto, al fine di favorire lo sviluppo del pensiero critico dell’intelligenza emotiva.

Tra gli attivatori usati in classe ci saranno la lettura e discussione di albi illustrati legati al tema migrazioni/ identità/viaggio dell’eroe (con particolare attenzione a quelli di Armin Greder, come “L’isola” o “Mediterraneo”) e la lettura corale del libro di Fabio Geda “Nel mare ci sono i coccodrilli”.

Le medie Ferraris partecipano con 3 classi seconde (2A, 2F e 2G) mentre alcuni alunni delle terze faranno da tutor, dopo aver approfondito l’analisi del fenomeno “human flow” (migrazioni, appunto) già nello scorso anno scolastico. —

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