Finale. E ora a scuola si studia cucina Alle medie aperto il laboratorio

Una cerimonia con gli studenti per la donazione firmata da Slow Food Italia «Il cibo è veicolo di inclusione, capace di annullare tutte le differenze»

MODENA. Finalmente gli alunni e i professori della scuola media “Frassoni” possono imparare a cucinare, a stare insieme e a passare momenti di convivialità grazie ad un laboratorio nuovo di zecca. Un progetto reso possibile da Slow Food Italia, che ha voluto donare una cucina alla scuola dopo il terremoto di sette anni fa.



«Oggi si concretizza - spiega la dirigente scolastica Annalisa Maini - un impegnativo progetto avviato a seguito del sisma. Ringraziamo di cuore Slow Food Italia, un’associazione internazionale che conta oltre 100mila iscritti impegnati a dare valore al cibo nel rispetto di chi produce. Questo è in linea con i nostri obiettivi formativi sull’equo-sostenibilità che stiamo inserendo nel nostro piano scolastico».

Un grande laboratorio, attrezzato con elettrodomestici di ultima generazione e tutto l’occorrente per cucinare con una particolare attenzione ai ragazzi diversamente abili.

Una donazione complessiva di 27mila euro tra la cucina e i fondi per l’acquisto di materiale didattico che Slow Food ha fatto per portare nelle scuole un nuovo modo per approcciarsi al cibo: «Speriamo che questo laboratorio possa essere un punto d’incontro tra la scuola e il territorio per poter contribuire ad inserire contenuti attraverso i nostri ospiti e con i produttori ovviamente con protagonista la cucina - piega Gaia Salvatori di Slow Food Italia - Attraverso il cibo si può fare educazione, didattica, si può parlare di territorio, di sostenibilità ambientale e di socialità».

«È uno dei pochi progetti che esistono a livello territoriale in una scuola secondaria di primo grado - dice Cristina Monzani, responsabile dell’ufficio scolastico di Modena - La cucina è un elemento inclusivo e lo sarà anche per questi ragazzi. Una bella tavola apparecchiata può diventare il momento per relazionarsi ed aprirsi all’altro, per conoscersi meglio e a volte anche per superare delle piccole discordie».

Sono stati proprio gli alunni a fare gli onori di casa, proponendo un servizio di catering a cui ha partecipato anche il sindaco Sandro Palazzi: «La donazione si aggiunge a tutte quelle che hanno permesso di realizzare una bellissima realtà scolastica e completa il percorso complicato della ricostruzione. Inoltre rappresenta un arricchimento generale». —