La cucina della nonna/ Sturtèina o Cazòt ecco l’anguilla

Mentre nella stalla si filava la lana, la rezdora preparava la cena della vigilia; cena di magro che prevedeva nel menù anche l'anguilla. C'era la stortina o il cazzotto, sturtèina o cazòt, entrambe anguille marinate di piccole dimensioni e forma ritorta, di provenienza commerciale, ma con una differenza: la stortina è maschio, mentre il cazzotto è femmina.

Chi par Nadèl an fila, par Carnevèl suspìra. Chi per Natale non fila, per Carnevale sospira, per dire che ogni cosa deve essere fatta al momento opportuno, perché poi quando è ora di divertirsi, non c'è più tempo per farlo. Insomma: chi ha tempo non aspetti tempo.

La vigilia di Natale è comunque da sempre, nella tradizione modenese, un giorno ricco di significati magici e di riti propiziatori e tra le tante attività c'era anche la filatura della canapa. Per questo nelle famiglie contadine, le donne ne preparavano una certa quantità, perché la canapa filata la vigilia di Natale, soprattutto da mani innocenti, serviva per legare le piante, che in questo modo sarebbero state immuni da malattie.

Mentre nella stalla si filava la lana, la rezdora preparava la cena della vigilia; cena di magro che prevedeva nel menù anche l'anguilla. C'era la stortina o il cazzotto, sturtèina o cazòt, entrambe anguille marinate di piccole dimensioni e forma ritorta, di provenienza commerciale, ma con una differenza: la stortina è maschio, mentre il cazzotto è femmina.

La rezdora preparava invece con ricette tramandate di generazione in generazione l'anguilla in umido o l'anguilla cotta sulle braci del camino. In quest'ultimo caso era importante scegliere l'anguilla giusta di ottima qualità. Dopo averla pulita, veniva tagliata e i piccoli tranci venivano infilati in un lungo spiedo, intercalando tra un trancio e l'altro, una foglia di alloro.

L'anguilla veniva poi sistemata sulle braci, girata e spennellata con un rametto di rosmarino intinto in una mistura di olio d'oliva e sale e, in qualche caso, anche aglio e prezzemolo. —