La cucina romana arriva nel cuore del centro storico di Carpi

La Stazione del gusto di Carpi propone le tipicità della capitale «Gricia, carbonara e amatriciana insieme al mondo delle verdure sono tra i piatti più richiesti»



Cercate un ristorante dove immergervi nella cucina romana con tutte le sue caratteristiche tipiche? La “Stazione del gusto” di piazzale Ramazzini a Carpi è quello che fa per voi. Il locale, condotto da Tiziano Vignaroli e Luana Montermini, romani doc, animati da una passione sconfinata per la ristorazione, si è trasferito da poche settimane e ha riaperto in una cornice completamente rinnovata.


Tiziano e Luana avevano già le radici ben salde nel campo della ristorazione. «Io svolgevo questo mestiere già a Roma - racconta Tiziano - Sia io sia mia moglie abbiamo maturato esperienze a livello turistico. Poi ho iniziato ad avvicinarmi alla ristorazione, prima con la mensa Rai a Saxa Rubra, poi in un locale in centro di Roma a Campo dei fiori. Lì è scoccata la scintilla».

Una volta trasferitasi a Carpi la coppia va a lavorare all’Obi al Borgogioioso, ma la passione vince sugli ostacoli. «Chi fa questo mestiere non riesce a staccarsene - prosegue Tiziano - Così, prima abbiamo trovato un locale più piccolo, poi la sistemazione attuale. Tra i piatti tipici ci sono la cacio e pepe, la gricia, ossia il vero capostipite dei primi piatti romani, la carbonara, l’amatriciana. Il mondo delle verdure è molto apprezzato. Soprattutto quelle tipiche della tradizione ebraico romanesca, come il carciofo alla giudìa, i quarti di carciofo fritti, i fiori di zucca, la cicoria in assoluto è richiestissima. E, poi, ancora, coda alla vaccinara, abbacchio, la coratella di abbacchio, tutto il mondo delle frattaglie. Va tantissimo anche la pagliata: un sugo particolarissimo che ci arriva da un fornitore di Roma, così come quasi tutte le materie prime».

Alla “Stazione del gusto” è possibile assaggiare anche alcune rivisitazioni: come la gricia ripensata, con i carciofi croccanti sopra. «O gli gnocchi di semolino: mia moglie li fa con fonduta di pecorino al tartufo» aggiunge Tiziano, che si occupa dell’accoglienza in sala, mentre Luana gestisce i rapporti con i fornitori ed è l’anima della cucina. Lo staff, poi, si compone di altri due ragazzi e altri due al bisogno. «Grande attenzione è dedicata alle bevande: volevamo vini diversi dagli altri che rispecchiassero la nostra tradizione e abbiamo impiegato un po’ per raggiungere questo risultato - conclude il ristoratore - I nostri vini spaziano dalla Toscana al Salento, con il centro Italia compreso. Un fornitore, poi, sta elaborando una carta dei vini ad hoc per ogni piatto». —