Meteorite a Cavezzo. «È quasi impossibile trovare quei frammenti così sminuzzati»

Mario Facchini è l’anima dell’Osservatorio e studioso per passione Grazie ai telescopi 2mila visitatori all’anno, più le scuole e le ricerche 


CAVEZZO. «Siamo chiari, nessuno l’ha visto esplodere e trovarne qualche pezzetto in aperta campagna o in cortile è come vincere un terno secco. Insomma, impossibile. A meno di non avere una gran botta di sedere».. Mauro Facchini, responsabile del comitato scientifico dell’Osservatorio Astronomico “Montanari”, non ha dubbi nel catalogare la ricerca del meteorite perduto. E dire che l’arrivo della cometa attorno a Natale sul sito www.astrocavezzo.it era stato salutato dai soci con toni entusiastici. Ma nessuno aveva neppure immaginato che uno di quei massi erranti nell’universo potesse precipitare e dissolversi proprio sopra la cupola che esplora il cielo sopra la Bassa da 42 anni, senza soste.



«Intendiamoci, ogni ricerca e ogni appello sono utilissimi da qui ai prossimi giorni - continua entusiasta Facchini - Credo però che fra un paio di settimane, un mese al massimo senza risultati, bisognerà archiviare questa fase. Già il 4 dicembre osservai in cielo una caduta di bolidi eccezionale ma gli sciami meteorici hanno una cadenza mensile e quindi dovremo pensare ad altro. Chi proprio vorrà mettersi alla ricerca di polvere di stelle potrà farlo in qualsiasi periodo dell’anno. Basterebbe andare con il tempo asciutto sulle grondaie sotto i tetti, armati di un foglio di carta bianca e soprattutto di una calamita potente. Ebbene, se si passa quest’ultima sopra la polvere, tutto quello che si attacca al foglio che fa da filtro fa parte di quell’universo di polveri cosmiche delle meteoriti che cadono sulla terra».



Il tempo di accendere il computer e Facchini inizia la ricerca per evidenziare il nome della cometa da cui si è staccata la meteorite finita sopra Disvetro. «Ecco, viene dalla Costellazione di Bootes - dice entusiasta - ed è stata catalogata con il codice 1490Y/1. Non sarà importante come altre più famose che hanno colpito la fantasia popolare per le loro dimensioni e la visibilità, ma per gli studiosi è un altro tassello che va ad aggiungersi agli altri nella conseguenza degli spazi interstellari».

Facchini si muove con scioltezza tra le apparecchiature e i macchinari che costituiscono il cuore pulsante dell’Osservatorio astronomico. A pochi passi dal centro della frazione, la cupola bianca che può ruotare ed essere aperta a piacimento in qualsiasi punto del cielo è un vanto non solo per Cavezzo ma tutta la regione. Nonostante i sacrifici economici, e l’autotassazione dei soci che ne garantiscono il funzionamento continuo, la struttura continua a garantire nel mondo degli astronomi osservazioni e studi di qualità. La scoperta degli otto asteroidi per cui è diventato famoso è solo una parte del lavoro che vede le visite di 2mila visitatori all’anno.

Cavezzo, meteorite si frantuma nei cieli della Bassa



«Negli anni ’80 e ’90 - aggiunge Facchini, impiegato alla ex Goldoni di Rio Saliceto e astronomo per passione - venivano decine di scolaresche, almeno una cinquantina all’anno. Ora, con i vincoli sulla sicurezza e una minore propensione alla materia, i numeri sono molto più bassi. Ma io non mi scoraggio. Abbiamo anche un secondo telescopio solo per i visitatori e facciamo osservazioni guidate nella notte di San Lorenzo, in agosto, con le stelle cadenti. Io mi sono appassionato da bambino, magari capiterà anche ad altri di scoprire qui la loro vocazione. Li aspettiamo». —

S.C.
 

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