La cucina della nonna. La salsa verde della tradizione

E' una salsa a base di verdure, tritate finemente e condite con olio e aceto Sempre la nostra tradizione contadina vuole che questa salsa fosse preparata soprattutto in primavera ed in estate con gli ortaggi freschi, per la necessità di conservare più a lungo possibile i prodotti dell'orto, molto abbondanti nei mesi estivi.

A tèn piò i òc ch'an fa la panza. Tengono più gli occhi della pancia, ossia si mangia più per golosità che per effettiva fame. Il detto si associa perfettamente ai pantagruelici pranzi e cene delle feste natalizie.

Ed è proprio nei menù delle famiglie modenesi che ritorna in questo periodo quello che mai come in questo caso si può definire un "ever green": la salsa verde. E' una salsa a base di verdure, tritate finemente e condite con olio e aceto Sempre la nostra tradizione contadina vuole che questa salsa fosse preparata soprattutto in primavera ed in estate con gli ortaggi freschi, per la necessità di conservare più a lungo possibile i prodotti dell'orto, molto abbondanti nei mesi estivi.

In particolare si dava ampio spazio al prezzemolo, protagonista indiscusso di questa preparazione, tanto che alcuni chiamano questa salsa anche "prezzemolina". Sempre per tradizione questa salsa verde ha trovato ampio utilizzo per accompagnare il lesso, servito per preparare il brodo dei giorni di festa. La ricetta è semplice e, come accade per tutte le altre della tradizione, può variare di famiglia in famiglia, perché la rezdora usava quello che poteva fornire la sua dispensa, ma anche l'adattava secondo il palato dei suoi familiari.

Per prepararla si tagliano finemente prezzemolo, cipolla, sedano, carota, aglio, i capperi e qualche acciuga. Si aggiungono poi abbondante olio e un po' di aceto. Si mescola il tutto fino ad avere un composto omogeneo e si lascia riposare per un giorno o due. Prima di portare in tavola la salsa verde si possono aggiungere anche un uovo sodo tagliato grossolanamente o dei pinoli.