Selfie, piste da sci ristoranti e rifugi Borgonzoni in tour sull’Appennino

Un centinaio di persone per la candidata a Riolunato Altrettante alle Polle. «Qui per il rilancio della montagna»



RIOLUNATO. Ha scelto il comune più piccolo della provincia Lucia Borgonzoni per una delle poche uscite da “solista” nel Modenese. «Un piccolo paese - ha precisato - ma emblematico dei problemi dell’Appennino. Senza Matteo Salvini? A volte siamo assieme nella campagna e a volte no, com’è successo anche mercoledì, con la mia visita in azienda a Mirandola». Ma a Riolunato ieri c’è stato il contatto diretto con i cittadini. Regista dell’evento, come lo era stato l’8 dicembre per l’arrivo di Salvini a Pieve e Fiumalbo, Stefano Marchetti in qualità di coordinatore della circoscrizione montagna della Lega.



La candidata alla presidenza della Regione è arrivata poco dopo le 11 all’Albergo Cimone. Scesa da una Fiat 500 X, ha trovato ad attenderla una settantina di persone per l’aperitivo di benvenuto: dopo il saluto ai consiglieri leghisti della zona, stretta di mano sulla porta con i gestori e dentro subito l’arrivo di una mamma con un neonato nel passeggino, a cui è andato il secondo saluto. Assieme a Marchetti ha preso un caffè al bar, e quando ha chiesto un bicchier d’acqua gliene hanno portato con orgoglio uno dal rubinetto, perché Riolunato essendo sotto i mille abitanti è uno dei pochissimi comuni della provincia che ancora mantiene la gestione del servizio idrico in house.



Nella saletta piena ha incontrato il sindaco Daniela Contri e il vice Lorenzo Checchi, che le hanno dato un libro sull’antichissima storia di Riolunato. E poi una delegazione di imprenditori stranieri (tra cui un ingegnere nucleare inglese) portata dal senatore Stefano Corti. Si è fermata a parlare un po’ con tutti: gente di mezza età e anziani soprattutto. Lei si è mostrata alla mano e ha accolto di buon grado la richiesta di selfie “alla Salvini”.

Così è trascorsa un’oretta, poi il discorso: «Vi ringrazio tantissimo dell’accoglienza - ha detto - anche se qui ho girato meno che da altre parti, dell’Appennino so tutto perché c’è Stefano Corti che mi racconta di tutto. Vivete in posti splendidi che dovrebbero trascinare la regione con turismo tutti i mesi dell’anno, ma finora non sono stati promossi in modo adeguato. Non è possibile che dalla Toscana in giù, quando decidono di andare in montagna pensino solo alle Alpi, come se l’Appennino non esistesse».

Poi alle Polle, dove ha camminato all’arrivo delle piste insieme al presidente del Consorzio Cimone Luciano Magnani, che le ha parlato della stazione a misura di famiglia. Dove infatti ha incontrato la famiglia del sindaco di Vignola (e candidato) Simone Pelloni, che faceva giocare il suo bimbo con lo slittino. Ma c’è stato anche l’incontro con i maestri della Scuola di Sci di Riolunato, diretta da Federico Migliori che le ha fatto indossare una divisa (leggermente grande: «Ma non avevamo la S» ha precisato) per la foto ricordo. Un passaggio a salutare i gestori delle attività ricettive: dal bar paninoteca al rifugio di sopra (dove il titolare Maurizio Amidei ha voluto un selfie), l’albergo Cervino e quindi la Tana del Lupo, dove la sala superiore era riservata per il pranzo. Niente ressa all’entrata, ma una signora la ferma, quasi strattonandola: «Oh Lucia fatti vedere: ma come sei bella! Non ti avevo mai vista dal vero: ti auguro ogni bene» le dice. E lei ringrazia. Sopra un centinaio di persone ai tavoli, fra cui gli altri candidati (Simona Magnani, Stefano Bargi e Cristina Girotti Zirotti) ed esponenti leghisti. Menù montanaro doc: antipasto di gnocco fritto con salumi, tagliatini con tartufo locale, penne alla boscaiola e roastbeef con patate al forno. A metà però deve salutare. «Quasi un centinaio di persone a Riolunato e un centinaio alle Polle: per un comune di 680 persone, in un appuntamento organizzato in quattro e quattr’otto, i numero ci sono tutti» ha commentato Marchetti. —