Dishcovery cresce: il fondo Primomiglio investe nella App dei menù

Per l'azienda startup di nuove tecnologie in arrivo 255mila euro. È stata scelta fra le migliori realtà tecnologiche innovative I fondatori: «Vogliamo espanderci in Italia, Francia, Spagna» 

MODENA. Marco Simonini e Giuliano Vita erano in Cina per lavoro, a Shanghai, e si rammaricavano di sedersi nei ristoranti quasi sempre senza capire realmente cosa stessero per mangiare. Da lì nasce l’idea di dare vita a una start up che consentisse, soprattutto ai turisti, di cambiare il modo di utilizzare il menù nei ristoranti leggendolo con lo smartphone nella propria lingua e con contenuti aggiuntivi: foto, descrizioni dei piatti, ingredienti, vini da abbinare e altro.

IERI E OGGI. Simonini e Vita con altri soci hanno così dato corpo a Dishcovery, start up con sede a Modena che dal 2018 ha già ottenuto buone soddisfazioni e da tempo aveva attratto l’interesse di una società specializzata negli investimenti in società innovative in ambito tecnologico. Ora la notizia che questa società, Primomiglio sgr, mediante il fondo Barcamper Ventures, entra nel capitale di Dishcovery con 255mila euro. Assieme ai fondatori Giuliano Vita e Marco Simonini, ora Franco Gonella, membro del board di Primomiglio, farà parte del Cda della startup.


L'ORGOGLIO DEL FONDATORE. «Sono profondamente orgoglioso che uno dei fondi di venture capital più importanti d’Italia abbia deciso di investire in Dishcovery - ha dichiarato il fondatore e responsabile marketing di Dishcovery, Marco Simonini - Siamo fiduciosi del fatto che con il supporto e l’esperienza di Primomiglio riusciremo a scalare il mercato italiano raggiungendo i nostri obiettivi. Presto lanceremo novità che riguardano la nostra web app e la renderanno ancora più utile per ristoratori e turisti. Tanti gruppi turistici hanno una forte capacità di spesa che però non viene sfruttata come dovrebbe. Dishcovery permette a questi ospiti stranieri di comprendere meglio i menù, dandogli maggiore consapevolezza e quindi portandoli a ordinare di più. Chi, se non noi italiani, dovrebbe essere ambasciatore della cultura enogastronomica?».

La risposta di Dishcovery a queste esigenze è una soluzione che, incrociando intelligenza artificiale e traduttori professionisti, è in grado di tradurre il menù di ogni ristorante in qualunque lingua, ma soprattutto racconta ai clienti provenienti da culture di tutto il mondo la cucina, la tipicità dei prodotti e dei piatti proposti, cambiando il modo di vivere l’esperienza al ristorante e incrementando il business dei ristoratori.

ESPANSIONE IN VISTA. «Ci aspettiamo una rapida espansione - dice l’altro fondatore Giuliano Vita, Ceo di Dishcovery - La nostra forza è la facilità di utilizzo, per l’utente basta aprire la fotocamera del proprio smartphone sul codice QR che trova sul menù del ristorante e, senza dover scaricare app o effettuare ulteriori passaggi, può leggere il menù direttamente nella sua lingua. Il nostro valore aggiunto è proprio quello dei contenuti, la traduzione non basta, il menù va raccontato. Per i ristoranti invece Dishcovery rappresenta una soluzione per tutti i problemi riguardanti il menù. E abbiamo partnership con importanti realtà del settore come Identità Golose e Ambasciatori del Gusto, con le qualicondividiamo lo stesso obiettivo: valorizzare e divulgare la cultura enogastonomica italiana. Oltre 400 ristoranti hanno già adottato Dishcovery nell'ultimo anno, realtà familiari a ristoranti stellati fino a catene e gruppi importanti come Autogrill e RED Feltrinelli. Ad oggi 60.000 utenti hanno usufruito dei menù digitali. Le nuove risorse finanziarie saranno utilizzate per dare impulso al percorso di crescita espandendo il servizio sul territorio italiano e iniziando alcuni test commerciali in Spagna e Francia».—