Magrignana da settembre aspetta il ritorno del sole

Nella frazione di Montecreto solo quattro gli abitanti rimasti e tutti della stessa famiglia. Sono i Magnani che hanno pure una ditta di serramenti

MONTECRETO. Sono le ultime quattro persone rimaste in un borgo con quasi duemila anni di storia, nato in epoca romana. E non solo ci restano per vivere, ma anche per lavorare con un'attività che da qui è riuscita a farsi conoscere un po' in tutta la provincia. Regala un'altra suggestiva storia Magrignana, il paese quasi fantasma di Montecreto già noto per un'affascinante circostanza geografico-astrale.

Fino alla fine di gennaio, quando alcuni raggi riescono ad illuminare la punta del campanile, fatto che per tradizione viene a coincidere con la solennità di san Geminiano, a cui la chiesa è dedicata. Da lì in avanti, il sole a poco a poco torna a raggiungere case, strade e piazza. In questo posto un po' fiabesco nella cornice, ma con radici bene affondate nella storia (il nome deriva dalla famiglia romana dei Macri o da Macrino, l'imperatore del 217) nel 1963 c'erano ancora 42 persone, con tanto di trattoria e alimentari.

Poi, tra chi partiva e chi moriva, il numero si è sempre assottigliato. Tanto che oggi restano in quattro: Remo Magnani con sua moglie Giuliana e loro figlio Viviano con la moglie Michela. Non solo non sono partiti, ma hanno fatto la “follia” di creare un'impresa in un posto così: è la “Magnani Remo & figlio Serramenti metallici”, ditta che produce e istalla materiali (anche pvc) che con la loro qualità (risparmio energetico, certificazione europea) si sono fatti largo col passaparola. In tanti hanno scelto di affidare a loro lavori di pregio, conoscendo il valore del saper fare montanaro. Hanno fatto anche la guglia del campanile di Valdalbero, per intenderci, e saldano persino i tubi ad alta pressione degli impianti di innevamento. Tutto in un laboratorio sotto casa di 300 metri circa, ampliato vista la domanda in crescita. «Sono partito nel maggio del 1973 – racconta Remo – mio padre aveva terra qui e non voleva che me ne andassi. Ma l'agricoltura non bastava più, e allora pensai a una piccola attività artigianale: non immaginavo certo il laboratorio di oggi. È stata una scommessa, e ha permesso di mantenere le radici. Perché poi anch'io mi sono legato sempre di più a questo posto, alla natura e ai castagni secolari che ci circondano». Remo è anche un maestro nell'essiccazione delle castagne come si faceva una volta, nel metato di famiglia vicino alla vecchia casa dietro la chiesa.

Anche Viviano è legato a posti e tradizione, un po' anche per l'indole alpina (è consigliere provinciale Ana). Ha sposato Michela il 25 giugno 2016 nel primo matrimonio celebrato a Montecreto (dal sindaco Bonucchi) nel Parco dei Castagni. Il fatto che un giovane, e la sua sposa, decidano di restare in un borgo fantasma è cosa doppiamente degna di nota: «Dopo il diploma da perito meccanico a Pavullo un po' mi era venuta voglia di Università e di città – ricorda – poi ha prevalso il potere del verde qui attorno, e dal '97 sono rimasto a lavorare qui. Manca il sole per tre mesi? Non è un dramma, anzi: lo abbiamo fatto diventare un orgoglio paesano». Per le strade di Magrignana si aggira un altro abitante fisso: Maciste, simpaticissimo cagnone di stazza dal gran appetito (incrocio tra una labrador e un lupo di passaggio) che ne è diventato un po' la mascotte. Lo adorano anche i villeggianti che, d'estate e nei periodi di festa, trascorrono qui un po' di giorni. Gente anche di Maranello, Modena, persino Ferrara, che ha comprato e ristrutturato casa alla ricerca di un angolo di pace. Poi rientrano, e Magrignana resta tutta di quattro persone e un cane. —