Carpi. «Mi ha picchiato per un’ora Ho creduto di non farcela»

Parla l’esercente di via Menotti preso a calci e pugni da un ucraino di 22 anni I carabinieri hanno catturato e arrestato il malvivente a tempo di record



CARPI. «Mi ha picchiato con calci e pugni dappertutto: in faccia e sul corpo. Io cercavo di ripararmi, ma non sapevo come fare. È durato quasi un’ora, dopo l’una. Non sapevo più cosa fare per difendermi: credevo di morire».


C’è ancora tanta paura negli occhi di Jamal Babar, pakistano, titolare 47enne del market di via Ciro Menotti, pieno centro storico, che, all’una della notte fra giovedì e ieri, ha vissuto forse l’episodio più terribile della sua vita. Un ucraino di 22 anni, residente a Carpi, è entrato nel negozio e ha tentato di farsi consegnare l’incasso della serata, pari a mille euro, che l’esercente custodiva all’interno del marsupio. Di fronte al rifiuto, l’aggressore gli si è scaraventato addosso con una furia anche amplificata dallo stato di ebbrezza in cui versava, lasciandolo esanime a terra.



«A dare l’allarme ai carabinieri è stato il proprietario del negozio, che si trovava pochi metri più in là» racconta Jamal. L’uomo ha chiamato il 112 e una pattuglia di Carabinieri, impegnata nel controllo del territorio proprio in quella zona della città, intervenuta con tempestività. L’aggressore, che nel frattempo si era allontanato, è stato rintracciato qualche centinaio di metri più lontano, mentre tentava di nascondersi tra le auto in sosta.

I militari, dunque, ricostruita la vicenda, lo hanno dichiarato in arresto con l’accusa di tentata estorsione. L’uomo, in carcere, dovrà anche rispondere di lesioni personali gravissime; l’esercente, infatti, dimesso dall’ospedale, ne avrà per almeno trenta giorni e ha riportato ferite alla bocca, in testa, sul naso, vicino all’occhio, oltre all’incrinatura delle costole. E stamattina dovrà fare ulteriori accertamenti a Modena, dopo essere stato al Ramazzini. Lo stesso esercente, lo scorso anno, era stato denunciato per la vendita di alcol a minori di 16 anni.

«Voglio che sia punito per quello che mi ha fatto - aggiunge Jamal - Non possiamo gestire un’attività e sentirci così insicuri. Non era la prima volta che vedevo quella persona: era già venuto due o tre giorni fa. Mi ha sorpreso mentre stavo chiudendo: mi ha chiesto i soldi, io gli ho detto che non potevo. Così lui è entrato e ha iniziato a spaccare tutto. Mi ha preso a calci come se stesse calciano duna palla. Già lo scorso anno, poi, un uomo è entrato e ha devastato il negozio. Gestiamo quel negozio da cinque anni, non possiamo più andare avanti così».

Altrettanto sotto choc Bill, figlio di Jamal, che ieri ha sistemato il disastro di cocci e bottiglie rotte: «Ho visto mio padre pieno di botte. Come si fa ad accanirsi con una violenza simile su qualcuno?». —