Don Roberto ha “adottato” il maiale Arturo: «È la mascotte dei fedeli e rallegra la nostra comunità»

Pavullo. Accanto al cane Wood del parroco a Gaiato ora c’è un altro protagonista  Si chiama Arturo, e vivendo a Gaiato nel recinto allestito al centro soggiorno Tabor (gestito dalla fondazione Auxilium), domenica 19 gennaio, in concomitanza con la festività di S. Antonio e la benedizione degli animali,  ha avuto anche lui prima della messa il saluto e la attenta benedizione del parroco.


PAVULLO. Con il fedele pastore tedesco Wood che assisteva disciplinatissimo alla messa vicino a lui all’altare, don Roberto Montecchi aveva già stupito l'anno scorso in occasione della celebrazione dedicata a sant’Antonio abate a Gaiato.. Ma che l’amore per gli animali l’avesse portato ad adottare da un anno a questa parte anche un maialino da compagnia, diventato nel frattempo un maialone da più di 200 chili, pochi lo sapevano.

Eppure si sta facendo largo con la sua presenza, in tutti i sensi. Si chiama Arturo, e vivendo a Gaiato nel recinto allestito al centro soggiorno Tabor (gestito dalla fondazione Auxilium), domenica 19 gennaio, in concomitanza con la festività di S. Antonio e la benedizione degli animali,  ha avuto anche lui prima della messa il saluto e la attenta benedizione del parroco.

Che però viene a trovarlo costantemente per vedere come gli va la vita, il tutto sotto lo sguardo vigile di Francesco Cocetti, il custode del Tabor con cui ha di fatto in comproprietà l’animaletto.

VITA IN LIBERTà

Liberissimo nella sua giornata di girare da una parte all’altra del recinto in mezzo alla natura, con tanto di cornice di castagni secolari e panorama mozzafiato dai Pianelli. E poi alla sera va a dormire nella sue bella “casetta” al coperto.

Insomma, non immagina neanche lontanamente la vita grama che conducono i suoi... colleghi negli spazi angusti di tante stalle. Particolarmente grigia peraltro in questi giorni di gennaio tradizionalmente riservati alla concia per ricavare salcicce e compagnia bella.

Arturo invece fa cose che non ci si immagina neanche per un maiale: corre, salta (per quanto la pancia stia progressivamente limitando l’elevazione) e quando viene a trovarlo scherza e gioca a tutto campo con il pastore Wood, in un rapporto di amicizia totale nonostante l’ampia diversità di razza e stazza. Il suo unico compito è quello di spazzolare su gli avanzi di pranzi e cene dei gruppi (parrocchiali e non) di passaggio al Tabor.

E la silhouette dimostra che assolve efficacemente l’incarico: arrivato in primavera quando era ancora un tenero maialino lattonzolo, adesso supera orgogliosamente i due quintali. «Da piccolo ho sempre desiderato avere una scimmia e un maialino – confessa don Roberto – quando si è presentata l’occasione per il secondo l'ho colta con piacere grazie alla disponibilità di Francesco nella cura quotidiana di Arturo. Tenendolo qui, abbiamo poi eliminato gli sprechi a tavola, che è un’altra cosa eticamente bella. Insomma sì, è ormai anche lui un membro della famiglia».

Con tutta l’approvazione di Wood, regalo a sorpresa che alcuni amici hanno fatto al don per il Natale 2016 e diventato subito un compagno insostituibile, amatissimo anche in paese per il suo carattere buono e giocherellone.

LA FESTA A GAIATO

Ma sa anche quando è il momento di comportarsi bene: domenica ha assistito alla messa, col suo bel fiocchetto rosso, senza un... bau. Nonostante la presenza, dentro e fuori dalla chiesa, di una variopinta compagnia di altri cani e poi gatti, conigli, criceti, caprette e cavalli (all'esterno ovviamente questi ultimi). La messa dedicata agli animali, nonostante il maltempo, ha richiamato lo stesso una folla di più di 200 persone in quello che è rimasto l’unico grande appuntamento della montagna dedicato alla ricorrenza di sant’Antono abate. «Gaiato ha sempre avuto questa tradizione legata al mondo contadino, ed è bello portarla avanti – sottolinea il don – riconoscendo il valore di relazione che gli animali portano nella nostra vita».

Dopo la messa (animata dal coro di Camatta) e il giro nel piazzale per benedire gli animali, il classico convivio finale sotto il tendone a suon di musica, crescentine, ciacci, borlenghi e vin brulè preparati dal comitato di Gaiato con ricavato tutto devoluto per la sistemazione della chiesa, danneggiata dalla tempesta di vento del dicembre 2017. —

D.M.
 

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