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Parla la preside delle Calvino, Antonella Stellato: «Responsabilità sì, ma è stimolante»

MODENA. L’istituto comprensivo 2 ha una nuova dirigente da settembre: Antonella Stellato.


Come nasce l’idea di fare la dirigente?


«Fin da piccola dicevo che da grande avrei voluto fare il magistrato, giornalista o professoressa perché sono tutti lavori che possono cambiare la società. La mia più grande passione è sempre stata la lingua italiana e quindi ho iniziato subito insegnando per 9 anni latino e greco e 5 anni lettere alle scuole medie».


Da quanto tempo fa la dirigente?


«Dal 1 settembre 2019. In realtà volevo diventare dirigente a 50 anni, però mi sono detta perché cambiare la società in una classe con solo 25 alunni quando si potrebbe cambiarla con 1000 ragazzi, così ho superato il concorso e sono diventata dirigente».


In che scuola lavorava prima?


«Io abito a Recale, in Campania. Qui ho lavorato per 9 anni insegnando latino e greco. Quando ho superato il concorso mi sono trasferita a Modena, però, ogni 15 giorni ritorno casa a trovare la mia famiglia».


Come si trova nella scuola?


«Molto bene perchè ho trovato docenti molto in gamba, mi piacciono molto, è importante avere dei docenti bravi perché se non sono bravi gli alunni non imparano bene».


È difficile fare la dirigente?


«Sì, molto difficile, ci sono tante responsabilità. Lavoro h24 anche quando scendo a Recale, in treno mi porto il computer. Appena arrivata a Modena, per quanto lavoro avevo da sbrigare, non ho potuto neanche trovare una casa: sono stata 25 giorni in albergo fin quando una maestra è riuscita a trovarmi un appartamento vicino al Conad».


Nella nostra aula manca la L.I.M: pensa di risolvere questo problema?


«Assolutamente sì, abbiamo un tecnico molto impegnato su questi aspetti. Inoltre ho preso visione dei problemi della scuola e li ho raccolti in una cartella: piano piano riuscirò a risolverli tutti».


Quali potrebbero essere i progetti per la scuola, ci dà qualche “anteprima”?


«Un nuovo progetto scolastico che prenderà piede nella scuola si chiama "in sella alla vita”. È un progetto di inclusione scolastica rivolto a bambini in difficoltà, che verranno portati a fare ippoterapia. Giocheranno con gli animali per affrontare timori, incertezze e paure il tutto divertendosi».


Quest’anno ci sarà l’annuario della scuola(un album con le foto di tutti gli studenti della scuola)?


«Si vedrà, cercherò di renderlo possibile».


Cosa migliorerebbe nella scuola?


«Coordinamento fra docenti e la continuità tra infanzia, primaria e secondaria”.


Quali sono i suoi hobby?


«Io amo molto la lettura; sono laureata in lettere classiche e in lettere moderne. Mi piace molto andare in bicicletta, passeggiare, andare a teatro e al cinema».


L’anno scorso abbiamo accolto i bambini di quinta nel progetto “accoglienza” insieme alla professoressa Marcolongo e alla professoressa Ghioldi: quest’anno ci sarà ancora questo progetto che ci coinvolgerà?


«Assolutamente si, credo che questi progetti siano utili per tutti. In questa scuola alcuni progetti li scopro per caso perché ce ne sono tantissimi». —


Alessandro Bergamini Franca Ladurini
Emanuele Gavioli
Youssef Said
Lorenzo Del Deo