Modena. Un premio europeo per De Luca e Pellegrini

I ricercatori insigniti dalla Fondazione Louis-Jeantet. E al Policlinico nuovo hub da un milione per i “bambini farfalla”

MODENA. I docenti di Unimore Michele De Luca e Graziella Pellegrini sono i vincitori del premio Louis-Jeantet 2020 per la medicina rigenerativa. Con loro premiata Erin Schuman, direttrice dell’Istituto tedesco Max Planck per le ricerche sul cervello. La Fondazione svizzera Louis-Jeantet ha stanziato per ciascuno dei due premi assegnati la somma di 500mila franchi svizzeri (circa 465mila euro), di cui 450mila destinati a finanziare la prosecuzione degli studi dei vincitori e 50mila attribuiti personalmente. Si tratta di un premio di rilevanza eccezionale: da quando è stato indetto nel 1986 fino ad oggi, i Premi Louis-Jeantet sono stati attribuiti a 93 ricercatori: 13 hanno poi ricevuto il Premio Nobel per la fisiologia o la medicina, o per la chimica.

De Luca e Pellegrini, ricevono il premio per le loro ricerche pionieristiche sulla terapia rigenerativa basata su cellule staminali, nonché nella loro combinazione con la terapia genica, che ha consentito la cura di pazienti con gravi malattie della pelle e degli occhi. In particolare De Luca e il suo gruppo hanno raggiunto la notorietà mondiale dopo aver curato nel 2017, in Germania, un bambino profugo siriano di 7 anni che fino ad allora era stato un “bambino farfalla”, come vengono chiamati i bambini la cui pelle diventa fragile come le ali di una farfalla a causa della malattia genetica chiamata epidermolisi bollosa. Il bambino è stato salvato grazie a un trapianto di pelle corretta dal suo difetto genetico, e coltivata in laboratorio. Il gruppo guidato da Pellegrini è stato invece tra i primi in Europa a rigenerare la cornea danneggiata grazie a impianti di staminali.


«È una sorpresa splendida, siamo onoratissimi di ricevere questo premio - dicono all’Ansa De Luca e Pellegrini. « È un riconoscimento - prosegue De Luca - molto importante che abbiamo vinto in pochi in Italia e tutti noi italiani che lo abbiamo vinto siamo collegati alla medicina traslazionale, confermando quanto sia ben svolta in questo Paese».

«Il premio - osserva Pellegrini - conferma ancora una volta come questo settore, su cui a volte è difficile ottenere finanziamenti, sia sotto la luce dei riflettori perché è di grande interesse per la società».

E le ricerche sulla epidermolisi bollosa saranno valorizzate con una grande novità: l’Eb Hun che nascerà al Policlinico. Con un milione di euro di investimento, sarà un centro unico nel suo genere su diagnosi, ricerca, assistenza e terapie innovative. La nuova struttura, che sarà presentata domani alle 11, è dedicata quindi ad una patologia rara, ma molto grave, che proprio a Modena vanta promettenti successi nella terapia genica. Il milione in ballo, al centro di una convenzione tra Azienda ospedaliero-universitaria e Holostem, servirà a realizzare entro il 2020 al piano terra del Policlinico una nuova area di dermatologia, in particolare, dedicata ai bambini farfalla e agli ambulatori per la diagnosi avanzata e la cura dei tumori della pelle, da cui i pazienti eb sono frequentemente colpiti.

«Il nuovo centro costituirà un unicum nel panorama internazionale per la presa in carico dei pazienti dalla diagnosi alla terapia genica, grazie alla convergenza di competenze di eccellenza sia in campo clinico, sia nella ricerca e dell’innovazione scientifica», spiegano dal Policlinico. —