Bologna vuole le figurine di Modena per il suo stadio

Il progetto del collezionista Gianni Bellini non va in Svizzera: «Se qualcuno ha idee concrete noi siamo a disposizione»



MODENA. Fermi tutti. Modena rischia, seriamente, di dover condividere tra poco tempo con Bologna il ruolo di “capitale” mondiale della figurina Panini. Il motivo? Sono sempre più insistenti le voci legate alla possibilità che la principale collezione al mondo di “figu” messa insieme da Gianni Bellini, 55enne di San Felice, finisca per costituire un nuovo museo da milioni di pezzi dentro lo stadio Dall’Ara di Bologna.

IL PROGETTO Se ne sta discutendo proprio in questi giorni anche se le iniziative bolognesi non sono partite da Bellini stesso che pure da anni cerca una “casa” per il suo patrimonio, ma da Giorgio Comaschi. Quest’ultimo, attore e scrittore molto noto sotto le due Torri, nei giorni scorsi ha detto: “Il nostro desiderio è di poter aprire il Museo della figurina dentro lo stadio Dall’Ara di Bologna”. Una ipotesi, appunto, che cozza con la “modenesità” della vicenda: il collezionista della Bassa, la celebre azienda modenese fondata dai quattro fratelli Panini, l’unicum del Museo Panini di corso Canalgrande a Modena… La situazione, ovviamente, la conoscono bene Gianni Bellini e il suo socio Emiliano Nanni. «Il sogno - spiega Bellini - di un museo in Svizzera, a Chiasso, è tramontato per motivi burocratici e quindi, come ha ricordato il presidente della associazione “Figurine Forever” Nanni, ci siamo presi la responsabilità di dire no». È stato proprio Emiliano Nanni nei giorni scorsi a spiegare che «Oltralpe le lusinghe erano molte ed entro il 2020 si prospettava molto seriamente di avere uno spazio di 2mila metri quadrati a Chiasso, ma poi ci siamo resi conto che le stavamo rendendo un prodotto troppo commerciale».

ALLO STADIO Da quila proposta di Comaschi per Bologna alla quale sarebbe interessata anche la società di calcio rossoblù. Ma Bellini mette le mani avanti: «Attualmente la proposta di Comaschi è solo sulla carta, il museo ancora non esiste perché non avrebbe senso crearlo prima dell’annunciato restauro dello stadio Dall’Ara. Come facciamo, apriamo un museo e poi chiudiamo per il restauro? Bologna, comunque, è una delle possibilità concrete oggi mentre da Modena e dal resto d’Italia non arrivano idee, proposte, incontri. Certo, il Bologna calcio ha dato la sua disponibilità, ma siamo appunto agli inizi di un discorso che deve riguardare lo stadio».

Bellini però ci tiene a fare precisazioni: «Noi abbiamo delle idee e Giorgio Comaschi è una persona seria: le figurine non vanno prese sotto gamba perché raccontano 50 anni di cultura italiana, si comprende come il popolo e la società sono cambiate dagli anni ’70 a oggi. È cultura, non sono stupidaggini: pensi che a questo proposito alcuni giorni fa ho rifiutato un collegamento tv con una trasmissione di punta della Rai perché volevano fare spettacolo su me e la mia famiglia in rapporto alle figurine che io invece non voglio banalizzare. Parliamo, oltre che di storia e cultura, anche di un bacino economico non indifferente per Modena. L’azienda Panini ancora oggi ha 400 dipendenti e alcune centinaia di milioni di fatturato l’anno».

Bellini conclude: «Se arriverà un progetto di Modena io sarò super disponibile a parlarne, importante si sia seri e ci sia visibilità del patrimonio che resterà di mia proprietà, esposto senza alcuna spesa”.

E parliamo di materiali incredibili: due milioni di figurine suddivise in 4mila album, più 500 mila ancora da attaccare. Ci sono tantissime rarità, come quelle di Pierluigi Pizzaballa o di Ivano Bordon, con quest’ultimo che è anche finito nel recente libro “500 figu per un Bordon. Nel mondo di un collezionista” scritto da Bellini con il giornalista Lorenzo Longhi. —

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