Europee-Regionali, il Pd recupera 9 Comuni Ma a sud è un “mare” blu

Il centrosinistra torna maggioranza a Medolla, area del Sorbara e Terre di Castelli Bassa e Appennino restano saldamente in mano alla Lega, che tiene in 28 paesi



Guardando alla cartina peggiore di sempre, quella del 26 maggio 2019, il Pd modenese potrebbe abbozzare un sorriso, visto che nove Comuni sono tornati rossi. Per il resto, è tutto un grande mare blu - o verde, a seconda che si preferisca usare il colore tradizionale della Lega o quello adottato da Salvini - che circonda un’isola rossa, anche se è un’isola che comprende i Comuni principali della provincia (Sassuolo a parte) e dove vive la maggior parte dei modenesi. E’ la fotografia dell’evoluzione del voto nella nostra provincia in otto mesi, ovvero tra le elezioni europee e amministrative di fine maggio scorso e le regionali che domenica hanno riconsegnato l’Emilia Romagna a Stefano Bonaccini. Ma cosa è cambiato in otto mesi nella geografia politica modenese? Partendo dai numeri, confrontando le elezioni europee e le regionali, il centrosinistra ha recuperato nove Comuni al centrodestra, che resta però in netto vantaggio: se il 26 maggio 2019 ha restituito alla nostra provincia una mappa con 10 comuni rossi e 37 blu, il 26 gennaio 2020 i territori che hanno scelto il candidato presidente del centrosinistra sono stati 19, mentre quelli che hanno preferito il centrodestra sono stati 28. Un importante recupero per Pd e alleati, insomma, anche se l’assetto della mappa di oggi non è troppo diverso da quello delle europee: l’area centro-settentrionale della provincia si presenta come una sorta di “blocco rosso”, mentre il profondo nord, così come tutta l’area sud, è completamente colorato di blu. Un assetto che curiosamente non è troppo diverso dalla geografia politica di un Paese - del resto, il modenese Edmondo Berselli diceva che l’Emilia «è una sorta di Italia concentrata, di super-Italia» - oggi governato dal centrodestra in tutte le Regioni del nord e in gran parte del centro-sud. Ma quali sono i nove Comuni che Pd e alleati hanno recuperato al centrodestra nel giro di otto mesi? Partendo da nord, la Bassa resta tutta blu, ma con una macchia rossa: si tratta del territorio di Medolla, dove Pd e Lega hanno sostanzialmente pareggiato (dem al 34,64%, Carroccio al 34,47), ma a livello di voto al presidente Bonaccini ha staccato la rivale di un punto e mezzo. Spostandosi leggermente verso sud, l’area rossa si è allargata verso est, nell’area del Sorbara: rispetto alle europee, il centrosinistra recupera Bomporto (dove Bonaccini vince di un punto e mezzo), Bastiglia (11 punti di vantaggio per il presidente) e Ravarino (addirittura 13,5 punti di distacco). Superando il blocco centrale - da Carpi a Modena e Formigine, da Nonantola a Castelfranco - che rosso era e rosso è rimasto, i cambiamenti principali nella mappa politica della nostra provincia sono avvenuti nella zona delle Terre di Castelli: rispetto a otto mesi fa, il centrosinistra ha infatti recuperato Vignola, Castelvetro, Savignano e Castelnuovo. Particolarmente positivo il risultato nel Comune capodistretto (governato dalla Lega), dove Bonaccini stacca Borgonzoni di 7 punti, che diventano 7,5 a Castelvetro, 11,5 a Savignano e addirittura 13 a Castelnuovo. Il nono Comune recuperato è nel distretto ceramico: a Maranello, che alle europee aveva scelto la Lega, il presidente supera la sfidante di soli sei voti, ovvero lo 0,7%. Per il centrosinistra, però, le buone notizie sono finite qui: da Sassuolo in giù è tutto un mare blu, che va dall’azzurro di Fiorano, dove Lucia Borgonzoni ha prevalso di un punto e mezzo, al blu-nero di Fiumalbo, dove la candidata del centrodestra ha sfiorato l’80%, lasciando a Bonaccini un misero 20%. Tutto questo confrontando la mappa delle europee con quella delle regionali, perché se invece il parametro di riferimento è quello del 9 giugno 2019, data in cui i ballottaggi hanno definito l’assetto amministrativo della provincia, per il Pd c’è da mettersi le mani nei capelli: dei 34 Comuni oggi amministrati dal centrosinistra, poco più della metà (19) ha scelto Stefano Bonaccini come governatore della Regione, mentre il centrodestra, che oggi amministra 8 Comuni (i restanti 5 sono in mano a liste “puramente” civiche), alle regionali ha più che triplicato le preferenze per Lucia Borgonzoni, che sarebbe stata la presidente ideale per 28 realtà della provincia. —






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