Giustizia: Modena “lumaca” per i processi più gravi

Anna giudiziario 2020: primi per lentezza, 708 giorni per una sentenza. Prescritto un processo su tre. Cause pretorili nella media regionale. Sofraffollamento costante nelle celle: Sant'Anna è emergenza regionale

MODENA. Processi più gravi: a Modena sono i più lenti in regione. I tempi medi per celebrarne uno fino alla sentenza è di 708 giorni, più del doppio di Bologna (332 giorni). Va meglio per quelli minori, le cause che un tempo si chiamavano “pretorili” e che oggi sono valutate dal giudice monocratico: siamo nella media regionale tra la Ravenna (255 giorni), la più veloce, e Rimini (548 giorni), ultima. Una lentezza che ha conseguenze: in regione un processo su tre finisce in prescrizione.

CARCERI. Drammatica poi la situazione dopo i processi, sia per il Magistrato di Sorveglianza, che a Modena ha altissimi carichi di lavoro, sia per il sovraffollamento carcerario. A Sant’Anna, situazione tra le più critiche in regione, in dicembre i detenuti erano 517 contro i 369 massimi previsti (a gennaio sono cesciuti a 544, secondo i dati dell’associazione Antigone, +149% rispetto alla capienza).

PRESCRIZIONI AL 36%. Per quanto riguarda la Corte d'Appello, tra l'1 luglio 2018 e il 30 giugno 2019 sono sopravvenuti 7.740 processi penali (+20,9% rispetto ai 6.402 dell'anno precedente), a cui si aggiungono i 26 davanti alle sezioni di corte d'assise (-4%) e i 135 davanti alla sezione minorenni (+21,6%). Infine nel 2019 sono stati dichiarati prescritti 2.928 procedimenti, il 35,9% .

NIENTE DATI LOCALI. Questi i dati principali emersi dalla relazione della Procuratore generale di Distretto ieri all’inaugurazione dell’Anno Giudiziario. Purtroppo, per la prima volta nono sono stati resi pubblici i dati specifici sulle attività dei tribunali delle varie province, come se per l’opinione pubblica conoscere le situazioni locali della giustizia fosse una curiosità futile. Nessun riferimento specifico quindi oltre a quanto abbiamo riportato, ma l’accento è stato posto sul Tribunale minorile ovviamente in relazione all’“affare Bibbiano” e sui reati più allarmanti, tra i quali spicca il femminicidio.

FEMMINICIDI. Anche se in Emilia-Romagna «gli omicidi sono in leggero calo, il 53,85% ha come parte lesa una donna», ha detto lanciando l'allarme il procuratore generale Ignazio De Francisci. Il dato sui femminicidi si inserisce in un contesto di «segnali non buoni», da cui emerge che «cresce la violenza contro le donne e in famiglia». Come evidenzia il procuratore generale, sono aumentate «le violenze sessuali (+13,4%), lo stalking (+9,4%), i delitti contro l'assistenza familiare (+14,26%) e i maltrattamenti in famiglia (+9,56%)».

BIBBIANO. Sul caso Bibbiano De Francisci è stato chiaro: «L'idea che esista un generalizzato sistema Bibbiano nasce con la complicità di un'informazione giornalistica non misurata e a volte pressappochista. La polemica politica poi ci ha messo il suo, ma su questo è meglio tacere». Per il procuratore generale «la Procura Minorile ha svolto un'attenta valutazione» e «l'attività giudiziaria non ha subito compromissione di rilievo». —


 

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