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Un decalogo per abbattere lo smog delle case: «Piante e ricambi d’aria»

Il professor Mannucci illustra le regole per diminuire l'inquinamento domestico. «Anche nei mobili, nei fornelli e nei detergenti ci sono sostanze cancerogene»

MODENA. «Tutte le nonne lo facevano, anche la mia: apriva le finestre all’alba e noi la maledivamo, ma quello è il modo migliore per areare casa. È l’ora in cui l’atmosfera è più pulita e tutti noi dovremmo prendere esempio».

Pier Mannuccio Mannucci, professore emerito di Medicina Interna alla Statale di Milano e membro del comitato scientifico di Fondazione Umberto Veronesi, è uno che va al sodo quando si parla di salute e smog. L’aerazione di casa è solo una parte di un vero e proprio decalogo antismog, fatto di consigli pratici: una pianta al posto giusto, lo stop al fumo o scegliere i mobili naturali.



INQUINAMENTO INDOOR. «Trascorriamo la maggior parte delle ore al chiuso, in casa o in ufficio - premette il professor Mannucci - Qui non ci sono traffico o industrie, ma ad esempio c’è il fumo. Fumare in casa è una forma di inquinamento». E se la sigaretta potrebbe sembrare una ovvietà, vi sono altra cause meno note: «La legna nel caminetto e le stufe a pellet, che purtroppo sono molto diffuse in pianura Padana ed estremamente inquinanti. Poi ci sono sostanze cancerogene negli arredi. La formaldeide che si trova nelle colle per pavimenti e moquette, in alcuni pannelli di legno, nei mobili e rivestimenti plastici, e infine viene liberata dai fornelli e dal fumo del tabacco. C’è il benzene, contenuto nella colla da pavimento e nelle sigarette. L’ammoniaca, la trielina e l’acido cloridrico che si usano in quasi tutti i detergenti per la casa, quindi molto meglio acqua e sapone. Poi stampanti, computer e fotocopiatrici che liberano xiluene e toluene».

I CONSIGLI UTILI Di fronte ad agenti inquinanti che fanno parte del nostro quotidiano esistono difese: «Le piante prima di tutto. La più importante per il suo potere depurante contro formaldeide e benzene (e quindi le sigarette) è il Ficus Benjamin: io stesso ne ho uno in casa di discrete dimensioni. In salotto è utile al pari della Stella di Natale. Altre piante, come l’edera, sono più adatte per la cucina. In camera da letto l’ideale sono quelle grasse come la sanseveria o l’aloe. Io le chiamo il “fegato verde” per la casa». Accanto a questi rimedi naturali, ve ne sono altri: «I filtri dell’aria hanno una qualche utilità. È poi importante scegliere arredi e detergenti a bassa immissione di inquinanti. E in precedenza ho già sottolineato come sia necessario cambiare l’aria in casa quando fuori c’è meno smog. Sarebbe bene anche aprire la cappa e la finestra mentre si cucina, perché qualunque fuoco produce formaldeide. Inutile poi dire che lo sport è importante: e se non possiamo farci una bella camminata lontano dalla città, allora meglio scegliere strade a senso unico, semplicemente perché c’è meno traffico». E un avviso a chi usa le mascherine: «Non servono per il coronavirus e nemmeno per le polveri sottili: solo quelle tecniche (vere e proprie maschere antigas) sono utili».

CITTA' E VERDE. «Certo l’ideale sarebbe vivere in città immerse nel verde. Esistono dati solidi - spiega Mannucci - che dimostrano come la residenza in zone verdi abbatta la mortalità. Uno studio sulle donne durato 12 anni e che ci arriva dagli Usa dimostra che quelle che vivevano in aree verdi avevano una ridotta mortalità totale del 12 per cento. A diminuire erano i tumori, le malattie cardiovascolari e quelle respiratorie. Vantaggi anche per i parametri secondari come la diminuzione della pressione e della frequenza cardiaca o l’aumento del colesterolo». E occorre anche scegliere gli alberi giusti: «In pianura Padana non siamo abituati a città particolarmente verdi, anche se Modena nella classifica di Legambiente è sul podio italiano. I vantaggi sono svariati, la riduzione dello stress, lo stimolo a fare più attività fisica, l’aumento dell’interazione sociale, la riduzione del rumore e di fatto l’assorbimento del biossido di azoto, dell’ozono e del particolato. Occorre scegliere gli alberi più efficienti: in testa c’è l’acero riccio e a seguire la betulla verrucosa, il tiglio nostrano, l’olmo comune e il frassino comune. Non sono piante esotiche, ma nostrane e sono ideali per migliorare la nostra vita in città». —