Solignano. Lo Stallino, l’agricoltura diventa hobby e “rifugio”

Gianluca e Antonella, che fanno altri lavori, producono solo per amici «Stare in campagna mi serve per scaricare una settimana di tensioni in fabbrica – ha spiegato Gianluca Ciani, 47 anni, titolare dell'azienda agricola Lo Stallino di via Statale 212 a Solignano di Castelvetro – Coltivare i campi è uno stile di vita che sta tornando a coinvolgere sempre più persone . Sulla terra bisogna starci, camminarci, con i piedi direttamente a contatto col terreno e toccare le piante».

CASTELVETRO. L'agricoltura come stile di vita, come tradizione, come familiarità, ma soprattutto come relax e fuga dallo stress.

L'agricoltura può anche non portare reddito, ma essere terapeutica, un toccasana per il corpo e soprattutto per la mente. È così che Gianluca Ciani, dipendente di un'importante azienda del settore automotive, trascorre i suoi fine settimana a contatto con la natura, con le sue piante e soprattutto i suoi mille metri quadrati di vigna che coltiva a mano, così come gli ha insegnato il padre Onelio.


«Stare in campagna mi serve per scaricare una settimana di tensioni in fabbrica – ha spiegato Gianluca Ciani, 47 anni, titolare dell'azienda agricola Lo Stallino di via Statale 212 a Solignano di Castelvetro – Coltivare i campi è uno stile di vita che sta tornando a coinvolgere sempre più persone . Sulla terra bisogna starci, camminarci, con i piedi direttamente a contatto col terreno e toccare le piante».

Gianluca, nonostante da oltre vent'anni abbia un buon lavoro da dipendente, ha voluto continuare la tradizione di famiglia, affiancato dalla moglie Antonella Tidona, 46 anni, occupata nel settore bancario. Gianluca e Antonella hanno due figlie, Alessandra di 15 anni e Francesca Victoria di 10. Gianluca vive a Solignano, nella casa della tenuta Clelia, dove è nato e cresciuto e dove ha sede l'azienda Lo Stallino.

«I miei genitori, mio padre Onelio e mia madre Rosa Boni, hanno acquistato la casa e il terreno nel 1972 – racconta Gianluca – e fino a quel momento erano stati mezzadri. Un giorno arrivò il padrone e chiese loro se volevano comprare la terra. Era un momento di grande industrializzazione e i capannoni delle ceramiche stavano poco a poco mangiando tutto lo spazio intorno. Dovevano prendere una decisione rapida. Ci pensarono tutta la notte, poi al mattino dissero di sì».

Divennero quindi proprietari di un ettaro di terreno, tre biolche modenesi, e della casa dove ancora oggi sulla facciata è scritto il nome della tenuta “Clelia”. A quel tempo Onelio e Rosa avevano due figlie, Gianluca è nato l'anno dopo. Oltre alla vigna e agli alberi da frutta, accudivano a una ventina di mucche nella stalla, tutte di razza bianca modenese, facevano nascere i vitellini, e si produceva il latte.

Ora l'azienda agricola Lo Stallino comprende la coltivazione della vigna dove sono presenti uva di Lambrusco, che con il metodo ancestrale viene trasformata in Lambrusco Grasparossa in purezza, e uve di Trebbiano, una parte delle quali viene trasformata in vino bianco e un'altra parte destinata all'acetaia di famiglia, gelosamente custodita, come nelle migliori tradizioni, nel sottotetto della casa.

L'azienda produce poi frutta: dalle prugne alle amarene poi duroni, pesche, albicocche, fichi e piccoli frutti.

«Seguendo una tradizione del territorio che era stata dimenticata, ma che, anche per il cambiamento delle temperature degli ultimi anni, sta ritornando nelle campagne dell'area pedecollinare - ha aggiunto Gianluca - abbiamo anche gli ulivi, dai quali raccogliamo le olive per produrre il nostro olio».

E poi c'è anche un pollaio con le galline e un giardino, dove in estate si espande il profumo di lavanda, e poi tanti fiori e vasi con alberi di limoni, sistemati per l'inverno nell'androne della casa.

Lo Stallino è in definitiva un piccolo angolo dove l'agricoltura viene fatta a mano, come una volta; dove dalla Liberazione, 25 aprile, al primo maggio non si va in gita fuori porta ma si fa la legna per l'inverno, dove tutto l'anno si seguono ritmi della natura e si conservano le tradizioni di una volta, nell'intimità della casa e della famiglia.

Più che un'azienda agricola vera e propria, Lo Stallino è un rifugio, "una onlus", come ama scherzosamente sottolineare Gianluca; perchè qui i prodotti della terra non vengono venduti, non ci sono redditi, ma solo condivisioni, cene e pranzi con gli amici che vogliono ritrovare nella tranquillità della campagna i sapori e i profumi di una volta e sempre più difficioli da ritrovare. —