L’acqua in cartone è realtà da un’idea made in Modena

Nasce in viale Muratori un prodotto riciclabile al 100% e ora in commercio «Imbottigliamo in Spagna, il nostro mezzo litro costa meno che al bar»

MODENA. Metti un po’ di cervelli che hanno in Modena il crocevia della loro vita: chi per lavoro, chi per affetto, chi per semplice comodità. Agita con un po’ di senso di responsabilità, aggiungi una spruzzata di innovazione e l’ingrediente vitale per eccellenza: l’acqua.

Ecco la ricetta giusta per far nascere a Modena l’acqua in brick, in un cartone interamente riciclabile. E proprio “acquainbrick” è il nome della start up modenese che in soli sei mesi si sta facendo strada con un’idea semplice, il rispetto dell’ambiente, ma solitamente difficile da attuare.

Sappiamo che tra il dire e il fare, nell’impegno di ognuno per salvare il pianeta, c’è di mezzo il mare. Un mare di acqua, appunto, è quello che hanno scelto loro: acqua proveniente da una sorgente di Malaga che un imbottigliatore spagnolo confeziona nei cartoni studiati e creati a Modena, pronti per essere venduti.


L’ufficio di questa azienda pronta a rivoluzionare il mercato dell’acqua è in viale Muratori. Federico Lodesani è l’unico vero modenese doc tra tutti i soci. Alice Garau è la cofondatrice del progetto che ha la responsabilità della ricerca e dell’innovazione: «L’idea nasce da un progetto di comunicazione e marketing. Volevamo mettere sul mercato un’idea nuova per comunicare la sostenibilità ambientale, un progetto che fosse diverso dal solito. Così abbiamo scelto il contenitore e siamo arrivati al brick. La cosa che ci distingue dalle altre due aziende che commercializzano acqua in cartone è che forniamo micro e macro personalizzazioni per aziende, piccole o grandi, eventi o anche privati. Chiunque può ordinare acqua sul nostro sito, basta scriverci una mail, scegliere la personalizzazione - ma non è obbligatoria - e poi la si può pagare anche con Paypal. E arriva direttamente a casa».

Ma quanto costa? «Dipende se la si personalizza o meno - spiega ancora Garau - se si sceglie la confezione da 330 o da mezzo litro, ma comunque sia si resta sempre sotto all’euro di spesa, partendo da un minimo di 30 centesimi. Siamo concorrenziali, soprattutto perchè tutti sanno che il nostro contenitore costa molto di più delle bottigliette di Pet ma ha tanti vantaggi per l’ambiente».

La start up, nata solo sei mesi fa, di passi avanti ne ha già fatti - ieri ha presentato anche un progetto di comunicazione ecofriendly dedicato a Federico Fellini con gli studenti dell’Isia di Faenza - al punto da avere una filiera totalmente sostenibile: «Abbiamo un accordo con una cartiera che ritira dalle isole ecologiche i brick che vengono buttati, li trasformiamo in carta riciclabile al cento per cento e con lo scarto creiamo un nuovo materiale che verrà impiegato in varie filiere produttive per coperte tecniche e termiche».

Il packaging è composto per il 75 per cento da materiale organico, carta, cellulosa, bioplastica per il tappo: «Di fatto - conclude - beviamo acqua buona in un contenitore buono e attraverso questo contenitore vogliamo comunicare il nostro impegno per l’ambiente: l’acqua è di tutti, per questo vogliamo che sia alla portata di tutti rispettando l’ambiente. E una parte degli incassi dell’imbottigliatore spagnolo vanno anche a sostenere la costruzione di pozzi laddove non c’è acqua potabile nel mondo». —