Nonantola. Quella fattoria di Serafini dove la Modenese è razza regina

La gallina autoctona compare anche nei quadri dell’Expo «La vogliamo tutelare e così è nata un’associazione»

NONANTOLA. La gallina di razza “Modenese” venne ritratta nei dipinti del pittore emiliano Gaetano Chierici (1838-1920), esponente della pittura verista premiato all’esposizione Universale di Belle Arti di Anversa per il suo olio su tela “La buona matrigna” che la ritraeva intenta a proteggere un gruppo di anatroccoli dall’attacco dei topi.

«Infatti la gallina di razza Modenese è tenace e ostinata - spiega il nonantolano Giuliano Serafini, allevatore di 85 magnifici esemplari - “Occhi grandi, vivaci, becco forte, mediamente lungo e ali strette al corpo ne fanno pennuto fiero. Questa morfologia è stata inserita nello standard indicativo del sito specializzato agraria.org. Attualmente le Modenesi sono al centro di un progetto di tutela del Dipartimento di Produzioni Animali della facoltà di Medicina Veterinaria di Parma».



Serafini può fregiarsi anche di una citazione: «L’allevamento superstite da cui sono derivati gli animali è sito nel Comune di Nonantola - si legge sul sito - Va mantenuta l’ottima rusticità e va salvaguardata da possibili incroci. In ragione del predominante colore camoscio veniva anche detta Fulva di Modena». Ma per Serafini conoscenza e passione arrivano da lontano. «È una storia tutta al femminile iniziata con la mia bisnonna, allevatrice di galline Modenesi. Poi mia nonna, poi mia madre. Le osservavo, imparavo, mi divertivo. Ricordo che tornavo da scuola e velocizzavo i compiti. Avevo solo otto anni. Istintivamente facevo tesoro di ogni suggerimento. Le caratteristiche oggi raccontate su riviste del settore, io le ho imparate dalle donne della mia famiglia. Nonno invece mi prendeva in giro esortandomi a lasciar perdere quel lavoro “da femmine”. Ma per me aprire i pollai era festa irrinunciabile».

Evitare incroci è direttiva che va tenuta ferma se si vuole preservare il caratteristico guscio bianco: «Distinguere è semplice. Le uova che troviamo in commercio hanno guscio più scuro. Questo significa che sono state deposte da “Ibride Cosmopolite”, anche dette “Ibride Isa Brown”. Con alcuni allevatori abbiamo quindi creato l’associazione di Tutela delle Galline Modenesi. Intendiamo salvaguardare questa nostra preziosa biodiversità in materia di avicoli. Loro sono molto feconde, rustiche, piuttosto frugali. Ma per preservare lo standard devono pascolare. Per questa ragione ho messo Ada a proteggerle. Non si avvicini, potrebbe azzannarla».

Ada è un pastore maremmano che, a colpo d’occhio, appare particolarmente vigile. Gli altri cani di Serafini si tengono a distanza. Le Modenesi, invece, non sembrano affatto intimorite. Neppure Vanesio, felice gallo del clan. «Lo chiamiamo Vanesio perché ama farsi guardare. Ne ridiamo tutti. C’è un ricordo che voglio aggiungere perché illustra molto bene la razza Modenese. Prima dell’alluvione del 2014 un caro amico, allevatore di pollame a Bastiglia, aveva voluto cinque delle mie. Due settimane dopo, nel pieno del dolore e del lutto della comunità, le ritrovò. Erano ancora vive. Si erano rifugiate tutte e cinque su un ramo. Sfinite, fameliche, ma salve. Mi ha detto non le macellerò mai, moriranno di vecchiaia». Per aderire all’associazione la email è: giuliano.serafini67@libero.it —