Sassuolo. Sichenia Ceramiche è ancora in crisi: pronti licenziamenti per 53 addetti su 165

Non sono bastati il concordato e la vendita di immobili I sindacati: «Decisione inaccettabile, serve un nuovo Piano»

Non sono bastati il concordato in continuità concesso oltre un anno fa, la vendita di alcuni immobili a Fiorano e le promesse su nuovi progetti da attuare.

La grave crisi di Sichenia Ceramiche di Sassuolo continua e ora l’azienda ha avviato la procedura di licenziamento per 53 lavoratori su un organico complessivo di 165 addetti, quasi un terzo dell’attuale forza lavoro, che già si è notevolmente ridotta rispetto ai circa 200 lavoratori dell’ottobre 2018, quando venne concesso il concordato in continuità con l’approvazione del Piano di risanamento. Per non parlare degli altri circa 100 posti che già erano stati perduti nei 5 anni precedenti.


Nell’autunno 2018, dopo la concessione del concordato, il sindacalista Massimo Muratori di Femca Cisl aveva esternato la proprie perplessità: «Al momento - aveva dichiarato Muratori - non sono prevedibili aumenti di ricavi e se non cambiano le prospettive è indubbio che ci scontreremo perché il futuro delle persone vale molto di più di quanto viene considerato».

I sindacati Femca Cisl e Filctem Cgil hanno replicato a questa decisione proclamando lo stato di agitazione con il blocco di ogni prestazione straordinaria al normale orario di lavoro, oltre a un pacchetto di sedici ore di sciopero a discrezione della Rsu. Non sono escluse ulteriori iniziative qualora non si arrivasse in tempi rapidi a un accordo sindacale di gestione degli esuberi.

«La situazione di Sichenia Gruppo Ceramiche spa continua a destare forte preoccupazione - affermano lo stesso Massimo Muratori di Femca Cisl Emilia Centrale e Fabio Digiuseppe di Filctem Cgil Modena - Arrivano segnali di gravi difficoltà economiche, unite a un costante calo del fatturato. Nemmeno la vendita di immobili a Fiorano, che ha permesso di rientrare nel debito con le banche, ha portato risultati evidenti in termini di nuove risorse a disposizione per gli investimenti».

Sindacati e Rsu lamentano che nei numerosi incontri avuti con l’azienda non sia mai stato definito nulla di certo sulle prospettive di rilancio, le strategie commerciali, gli investimenti impiantistici, la riorganizzazione dei reparti e la riduzione dei costi.

«Si parla di alcuni progetti in campo, ma finora nessuna decisione concreta è stata presa, eccetto la procedura di licenziamento collettivo per 53 dipendenti, pari al 32,12% dell’intero organico (165 persone) – sottolineano Muratori e Digiuseppe - Inoltre l’azienda non esclude la possibilità di esternalizzare alcune attività, come magazzino, servizi generali, pulizie e altro. Riteniamo, quindi, non più rinviabile la definizione di un piano industriale che chiarisca inequivocabilmente la volontà dell’azienda di investire e rilanciarsi sul mercato. Una cosa è certa: per noi questi licenziamenti sono inaccettabili».

Al prossimo incontro con Sichenia, previsto l’11 febbraio, i ceramisti di Cisl e Cgil si attendono maggiori dettagli sul progetto di rilancio aziendale, cioè risorse per gli investimenti, idee sulle strategie commerciali, chiarezza sulla futura organizzazione, proposte per saturare gli impianti (acquisendo anche conto terzi di qualità), diminuire i costi di produzione e ridurre gli sprechi.

«Sono mesi che aspettiamo risposte concrete e questo ingiustificabile ritardo sta mettendo a rischio il posto di lavoro di decine di persone. Per questo – concludono Muratori e Digiuseppe – abbiamo proclamato 16 ore di sciopero e se non si raggiungesse un accordo sugli esuberi siamo pronti a prendere ulteriori iniziative». —