Il vinovago. Airbus in guerra con il ... vino

Come possono due settori così differenti come l’industria aeronautica e quella del vino, dar vita ad una guerra commerciale? Tutto parte nel 2004 quanto l’europea Airbus è diventato il primo produttore di aerei rispetto alla storica concorrente americana Boeing.

Come possono due settori così differenti come l’industria aeronautica e quella del vino, dar vita ad una guerra commerciale? Tutto parte nel 2004 quanto l’europea Airbus è diventato il primo produttore di aerei rispetto alla storica concorrente americana Boeing. Gli USA hanno puntato il dito sui sussidi che “illegalmente” l’unione europea avrebbe concesso ad Airbus e dopo un contenzioso di 15 anni hanno ottenuto ragione dai giudici della World Trade Organization che hanno quantificato il danno in 7,5 miliardi di USD da recuperare tramite l’imposizione di dazi.

L’amministrazione Trump per colpire principalmente i membri del consorzio Airbus (Germania, Francia, Spagna e UK), ha quindi messo una tassa del 25% sulle importazioni europee di vari generi, tra cui formaggi, salumi, crostacei e liquori che hanno toccato in maniera evidente anche l’Italia. Inoltre, la Digital Tax presente in Francia sulle attività dei colossi tecnologici americani, per limitarne l’influenza commerciale economica e politica, e l’attesa di una contro sentenza della WTO sulla accusa UE di aiuti americani a Boeing, hanno portato alla minaccia preventiva da parte di Trump di estendere i dazi a olio, vino e pasta portandoli al 100% del valore delle merci. La diplomazia europea, con i produttori di tutti i paesi, si sta impegnando per risolvere una situazione che danneggerebbe gravemente aziende di settori che sono diventati negli anni sinonimo di qualità e unicità.

Anche il Comité Européen des Entreprises Vins e il Wine institute, le due maggiori associazioni di vignaioli europee e statunitensi hanno pubblicato un comunicato congiunto chiedendo alle due potenze di rimuovere ogni tassa sul vino secondo il principio “zero for zero”.

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