La cucina della nonna / Lo stracotto di somaro

La preparazione dello stracotto di somaro è semplice, ma richiede molto tempo, perchè inizia già il giorno prima della cottura, mettendo a marinare la carne nel vino, insieme a cipolla, sedano, carota e aglio.

Fèr l'èsen pàr an' paghèr al dazi Fare l'asino per non pagare il dazio, è un modo di dire che risale a molto tempo fa, quando alle porte della città, chi proveniva da fuori, doveva fermarsi al posto di gabella per pagare il dazio sulle merci che trasportava.

Si narra che a quel tempo, un facoltoso imprenditore agricolo di Vignola, partito la mattina presto per portare frutta e verdura al mercato di Modena, avesse percorso i 22 chilometri di distanza con la seria intenzione di non pagare il dazio.

Così in prossimità della porta cittadina, spostò il somaro, legandolo dietro al carro, e si mise in prima persona davanti a tirare il carro. Arrivò quindi davanti ai "padlòt". I "padlòt" erano i gabellieri, così chiamati perchè d'inverno si riscaldavano servendosi di grandi padelle di braci , ma anche per la forma del cappello d'ordinanza.

Quando i "padlòt" fermarono il contadino per imporgli di pagare il dovuto, questi iniziò a ragliare e tra un io-io e l'altro disse di chiedere dietro, dove c'era il padrone. Insomma, faceva l'asino per non pagare il dazio. Non si sa come finì la storia.

Di fatto i somari, fino a qualche decennio fa erano tenuti in gran conto nelle campagne modenesi, soprattutto in Appennino, Venivano utilizzati lo spostamento delle merci poi, a fine carriera, venivano venduti o macellati per la famiglia.

Ed è così che lo stracotto di somaro è entrato a far parte dei piatti tradizionali modenesi, soprattutto in montagna, dove ancora oggi, si può trovare nel menù di qualche trattoria storica, magari servito insieme alla polenta. La preparazione dello stracotto di somaro è semplice, ma richiede molto tempo, perchè inizia già il giorno prima della cottura, mettendo a marinare la carne nel vino, insieme a cipolla, sedano, carota e aglio.

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