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«Cattolici modenesi esclusi dalla Regione? Il Pd deve superare gli steccati»

Il presidente Tomei sulla lettera di Sabattini. E il riferimento a Schlein fa infuriare Bosi: «Uno schifo»

MODENA. Qualcuno preferisce glissare per non «dare addosso a un amico», qualcun altro ci deve pensare un po’, ma poi interviene. Al centro c’è la lettera dell’ex presidente della Provincia Emilio Sabattini, che giovedì scorso, in una mail inviata ai fedelissimi, ha bocciato la nuova giunta regionale e l’esclusione dei cattolici che ha sancito «la fine del pluralismo».

Una lettera che ieri è rimbalzata tra i telefoni dei dem modenesi, mentre a cercare di fare un po’ di chiarezza oggi è il nuovo presidente della Provincia Gian Domenico Tomei: «Premesso che non è mia abitudine intervenire su questioni che attengono alla “vita di partito”, ma che leggendo le esternazioni di Emilio Sabattini vedo che sono chiamato in causa in valutazioni e prospettive che riguardano anche la mia attività istituzionale - spiega - ho ritenuto doveroso chiarire la mia posizione.

Le esternazioni che ho letto rischiano di sminuire l’importante risultato conseguito da Stefano Bonaccini, e non aiuta di certo il rapporto sereno all’interno del Pd». Secondo il presidente, inoltre, «occorre distinguere con chiarezza il ruolo istituzionale dall’impegno e appartenenza politica.

Personalmente sono stato candidato alla guida della Provincia di Modena dal Pd per essere poi presidente di tutti, non di una parte di partito o di cittadini. I 47 sindaci che rappresento conoscono il mio impegno per il territorio, così vasto e complesso e per il quale occorre uno sforzo di coesione e dialogo trasversale, che di certo non guarda le provenienze o le militanze, proprio come Bonaccini ha interpretato il suo mandato.

Non a caso, la prima uscita pubblica l’ha fatta a Fiumalbo, Pievepelago e Riolunato, Comuni non tutti amministrati dal centrosinistra». Detto questo, il presidente Tomei avrebbe «voluto veder eletti tutti gli otto candidati del Pd, ma sono altrettanto soddisfatto di “vantare” il presidente e il sottosegretario modenesi e i tre consiglieri che da oggi ci rappresenteranno. Per quanto riguarda il “mondo cattolico”, occorre rappresentarlo con i fatti e la testimonianza.

La Democrazia Cristiana è stata un’esperienza straordinaria - incalza Tomei - ma si è conclusa, dobbiamo farcene tutti una ragione. Oggi i cattolici votano trasversalmente tutti i partiti, sarebbe miope credere di potersi riconoscere in uno solo, e questo perché la società di oggi è profondamente mutata. Occorre fare tutti uno sforzo di apertura e coraggio, per interpretare e accogliere la società del domani. Se vogliamo costruire qualcosa di buono per tutti - chiude il presidente - superiamo gli steccati e lavoriamo insieme per un grande progetto di centrosinistra, che accolga sensibilità e valori differenti.

Oggi più che mai servono testimoni, non maestri». Ma a commentare le parole di Sabattini sono stati anche diversi esponenti della sinistra Pd, a partire dal suo omonimo Luca, appena confermato in Consiglio regionale: «Queste elezioni ci hanno detto che il centrosinistra deve portare avanti un campo largo e plurale, ma anche che dobbiamo ragionare con schemi diversi rispetto al passato. A Emilio chiederei proprio di darci una mano a non finire in questo tipo di discussione, giocando con uno schema nuovo».

Dello stesso avviso Roberto Solomita, sindaco di Soliera: «E vero - commenta - dopo queste elezioni regionali ci lasciamo alle spalle (speriamo!) una stagione politica. Quello che è finito, però, non è il “pluralismo”, ma la spartizione del potere sulla base di passate appartenenze e la pretesa di valutare ancora le persone per le proprie preferenze sessuali...».

Un riferimento al passaggio della lettera di Sabattini sulla vicepresidente Schlein, che ha fatto arrabbiare Andrea Bosi: «Dire “io non sono bigotto ma...” fa proprio schifo», commenta lapidario l’assessore modenese su Facebook. A dire la sua è anche Andrea Galli, consigliere regionale uscente di Forza Italia: «Se siete cosi convinti della vostra identità - chide Galli ai cattolici - perché non avete presentato una vostra lista, in difesa della vostra autonomia e pluralità? Meglio, molto più facile, avere ospitalità dentro le liste del Pd, ma si sa, chi si fa topo, il gatto se lo mangia...». —