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Modena. Rave party nella fabbrica abbandonata: lancio di sassi e vetri contro la polizia

Musica a tutto volume non autorizzata nell’area in degrado dietro il Centro Senada: pietre e oggetti contro gli agenti

MODENA. Offese e sassi contro le forze dell’ordine. Falò e vetri rotti. Scritte offensive e minacciose contro Salvini e Pavarotti. Musica ad alto volume e scritte anarchiche. La notte tra sabato e ieri trascorre inquieta alla Madonnina. La tensione si accumula alle spalle del centro Senada.

Oltre cinquanta persone (modenesi e non) si radunano tra le vie Mercalli ed Emilia Ovest.


«I primi arrivi sono stati poco dopo le 18 - spiega una residente - e le persone hanno iniziato a scaricare casse da un furgone».

«Non si vedevano in volto - aggiunge un’altra - anche perché si sono piazzati sotto a un lampione rotto». Si nota una decina di giovani «incappucciati con le mazze». In via Mercalli non passano inosservati furgoni e auto. Scatta così la segnalazione alle forze dell’ordine.

«All’arrivo della polizia si sono barricati dentro un capannone in precario stato», riconosce un terzo residente. Entrare nell’area non è difficile e non è una novità. La fotografia dell’area su Street View di Google Maps risale al maggio 2012. Il punto più basso da cui scavalcare si attesta intorno al metro.

Oggi basta superare un muretto alto quanto uno scalino e accedere.

I residenti ricordano un raduno simile o “rave” una decina di anni fa. Si sarebbe svolto in estate e «ci aveva tenuto svegli per due giorni dal baccano». La stessa Google Maps definisce la zona “area abbandonata” nella fotografia aerea, scattata quest’anno.

Verso l’ora di cena gli arrivi proseguono e i residenti studiano le contromisure. Spostano le auto nei garage. Chiudono le finestre. Continuano a chiedere risposte alle forze dell’ordine.

«Viene mostrato agli agenti che continuano ad arrivare da ogni accesso - prosegue un residente -. Intanto, arrivano 4-5 squadre della Polizia di Stato più agenti in borghese, una pattuglia dei carabinieri, due auto della Polizia Locale. Arriva anche una squadra dei vigili del fuoco, che accende un gruppo elettrogeno e illumina al giorno un lato del capannone».

Gli occupanti accendono falò e si concentrano dietro il centro commerciale. Già in frantumi, i vetri sono colpiti ancora da alcune persone che “festeggiano”.

«Gli occupanti cominciano a tirare rottami attraverso le grandi vetrate mezze rotte - descrive un residente - e quindi continuando a romperle con pericolo per gli operatori di polizia e i vigili del fuoco, sotto alla sassaiola e ai vetri che gli cadono addosso».

Un’autoscala dei vigili del fuoco si sarebbe così danneggiata. Non vi sarebbero però feriti né si osservano segni di sangue sul terreno. In via Mercalli si odono cori («Scandivano Li-ber-tà», sottolinea una donna che vive in zona) e offese alle forze dell’ordine. I residenti vedono anche uno striscione con un messaggio di sfida agli agenti. Le ore passano e il volume dalla musica cresce.

Il «concerto» inizia dopo la mezzanotte. Come testimoniato dai residenti, le forze dell’ordine pattugliano l’area di via Mercalli fino alle 2 circa. Quando si spostano, i decibel salgono ancora ed escono le bombolette. «No Cpr no lager» e «foibe menzogne di Stato» alcuni messaggi politici. Si scomoda una celebre canzone di Vasco per attaccare le forze dell’ordine. In altre scritte, gli agenti sono accusati di torture e oscenità nei Centri per i rimpatri (Cpr) e s’invoca per loro la morte.

Compare uno «Spara a Salvini» e si offende Pavarotti. Su un lato del capannone dai vetri rotti si legge «Ogni galera come Notre-Dame».

Verso l’alba la musica scende e sale la protesta. Un residente recrimina che le forze dell’ordine «li hanno osservati, seguiti, si sono fatti insultare, tirare sassi e roba di ogni genere addosso. Li hanno guardati fino a che non hanno fatto tutto quello che volevano, in barba ad ogni legge». —

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