Castelfranco. Tabaccaio rapinato e pestato sotto casa

Alessandro Guerzoni rientrava di sera e ha trovato il cancello bloccato da un cassonetto dei rifiuti. Minacciato con pistola

CASTELFRANCO. Minacciato, aggredito e ferito da un bandito quando è sulla porta di casa. Ma la rapina va a vuoto perché l’incasso della tabaccheria era già stato versato.

«Non so chi avesse dato le informazioni a quel bandito - dice con la faccia ancora gonfia Alessandro Guerzoni, 38 anni, titolare dal 2008 della tabaccheria di corso Martiri 320, in pieno centro - Ma come poteva pensare che io tornassi con del denaro in tasca? A ogni buon conto non mi ha creduto a quello che dicevo e dopo avermi colpito è scappato con il borsone che porto con me abitualmente. Dentro avrà trovato solo effetti personali e le carte della contabilità. Niente in tutto».


Nonostante la brutta avventura Alessandro Guerzoni ieri mattina era nuovamente al lavoro. Martedì sera, dopo aver chiuso alle 22 la tabaccheria, è tornato verso la sua abitazione in via Masaccio assieme al padre, alla guida della sua Fiat Punto.

Davanti al cancello una stranezza: un cassonetto aveva bloccato completamente l’accesso.

«La prima reazione è stata quella di uno scherzo - racconta lo stesso Alessandro - mio padre, che era seduto di fianco a me, è sceso per spostarlo. Proprio in quell’istante un uomo con il passamontagna calato sul volto è entrato con una pistola spianata, puntata contro di me. Mi ha urlato di dargli l’incasso ma gli ho detto che l’avevo già consegnato, che con me avevo giusto i soldi della spesa. Lui mi ha urlato che non ci credeva. Ed è allora che esploso con la sua violenza. Io stavo cercando di uscire dalla portiera e mi ha colpito con l’arma al viso. Sono finito a terra, non sono più stato in grado di reagire».

Si ferma un attimo mentre si sistema la benda all’occhio destro, e massaggia leggermente lo zigomo, che continua a essere gonfio nonostante i medicinali.

«Può immaginare come mi sono sentito - continua - ero preoccupato anche per mio padre che dopo la scomparsa di mia madre e un’operazione all’anca non si muove molto bene. Il bandito, mentre mio padre si spostava dietro di me, è uscito e dalla portiera posteriore ha portato via il borsone. Chissà che sperava di trovarci».

Dopo l’aggressione il rapinatore è fuggito. Le prime indicazioni che ha potuto dare, a parte qualche dettaglio di poco conto sull’abbigliamento, riguadano l’accento: non italiano ma del Maghreb, come tiene a specificare. «Nella nostra tabaccheria viene tanta gente, dalla mattina alle 7 quando apriamo sino alle sera alle 22 - aggiunge ancora il tabaccaio rapinato - Non possiamo permetterci di restare chiusi e in ogni caso l’altra sera, dopo l’aggressione, sono andato al pronto soccorso dove mi hanno dato una prima sistemata alla faccia. Di che tipo era l’arma? Non saprei dire, come ho detto anche ai carabinieri, se si trattava di un giocattolo o di una riproduzione. Visti i danni sembrava vera e l’aggressore non mi ha lasciato il tempo di osservarla a lungo».

Le indagini proseguono in tutte le direzioni senza trascurare nessuna pista. Lo scorso anno la famiglia guerzoni rimase vittima di un furto in casa ma il primo a escludere un collegamento tra i due colpi è proprio il tabaccaio. «Il rapinatore di martedì sera conosceva bene le mie abitudini - dice - ma non sapeva che non giro con l’incasso». —