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Modena Est. Invalido con stampelle picchiato brutalmente: «Ora sono in carrozzina»

La terribile disavventura di un paraplegico 51enne: «Sono entrato in pizzeria mi ha offeso e schiaffeggiato gettandomi ferito a terra»

MODENA. «Che ci fai qui? Brutto scemo, io ti ammazzo e ti brucio la macchina». Con queste parole un invalido appena entrato in pizzeria con le stampelle è stato “accolto” e picchiato brutalmente da un esagitato che conosceva appena e ora è ridotto a restare sulla sedia a rotelle per trenta giorni. Una storia di violenza quella accaduta sabato sera in un locale a Modena Est: gli stessi dipendenti della pizzeria lo hanno soccorso. «Ho il ginocchio lesionato e la spalla dolorante e in pronto soccorso mi hanno dato trenta giorni di prognosi», racconta Marco Pellacani, 51 anni, modenese, la vittima, un paraplegico impegnato nel sociale e nel mondo cattolico, segretario modenese dell’Associazione cattolica centro volontari della sofferenza. È lo stesso Marco a raccontare la brutale aggressione che ha subito, come è riportata anche nella denuncia sporta ai carabinieri di Modena che hanno avviato le indagini nei confronti dell’aggressore, una figura a loro nota.

Modena, il disabile picchiato: "Ora sono in carrozzina"


«Sabato sera verso le 21.30 parcheggio la mia auto davanti alla pizzeria, entro spingendo le stampelle e vedo che di scatto mi viene incontro quest’uomo, Carmine. Lo conosco perché lo avevo incontrato in un bar della stessa zona e mi aveva dato un passaggio. Era già molto alterato. Senza motivo mi insulta dandomi dello scemo. Poi mi minaccia di morte. Appena gli chiedo spiegazioni, lui mi molla quattro ceffoni fortissimi, le stampelle si aprono e le gambe cedono e rimango a terra ferito e sanguinante alla bocca».

Mentre l’aggressore viene ridotto alla calma e messo alla porta, il personale soccorre Marco. Che dopo mezz’ora telefona all’aggressore per sapere perché lo ha offeso e picchiato. L’altro finge di non capire e chiude il discorso con una scusa: «Mi ha detto che non aveva preso l’insulina e non si ricordava niente». Marco va a casa, invece di chiamare il 118, ma quella notte sta male. Non riesce neanche più a reggersi sulle stampelle. «Domenica mattina sono andato al pronto soccorso. Mi hanno detto che la situazione era seria, soprattutto al ginocchio ferito, e mi hanno dato 30 giorni di prognosi. Poi sino andato dai carabinieri a sporgere denuncia. I carabinieri sanno chi è il mio aggressore. Spero che la giustizia faccia il suo corso, anche per questi disagi oltre che per il dolore». —

C.G.

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