Carpi, vuole a tutti i costi quell’uomo e gli trasforma la vita in un inferno

Stalking con pedinamenti, minacce, botte pure alla madre di lui, vittima un 45enne carpigiano

CARPI. Si era talmente invaghita di quell’uomo che per un anno e mezzo ogni occasione era buona per “assediarlo”, mettergli pressione, insomma lo voleva esclusivamente per sè, ad ogni costo.

Ma tutto questo amore viscerale - secondo quanto è stato ricostruito dal pubblico ministero Valentina Salvi - era solo nella mente della donna, finita nei guai come stalker irriducibile che non si era certo fermata davanti ai “no” del 45enne carpigiano e ai tentativi della madre di lui che voleva mettere un freno alle insistite molestie.


Da brivido il racconto di quanto accaduto a Guastalla fra il gennaio 2017 e il giugno 2018. Cosa abbia fatto scattare questo amore predatorio non si sa, perché l’uomo (originario di Carpi, ma residente a Guastalla con la madre) nega di avere avuto una storia sentimentale con questa donna di 6 anni più vecchia.

Sta di fatto che lei conosce molto bene l’auto del presunto amato e comincia a mettere dei bigliettini sulla portiera della macchina, non facendosi scrupolo di intrufolarsi all’interno della vettura contro il volere dell’uomo. Fioccano pure danni a quest’auto e a un’altra nella disponibilità del 45enne.

Una sorta di “antipasto” di quello che la 51enne sarà capace di combinare nel suo modo di manifestare un amore malato: si introduce nell’abitazione del concupito, lo pedina, suona al campanello nel pieno della notte, lo chiama ripetutamente al telefono minacciando di morte sia lui che il nipote minorenne, per non parlare dell’aggressione fisica all’amato e alla madre dell’uomo. La signora veniva fatta cadere dalla bicicletta. Ed è stata inoltre spintonarla e graffiarla a mani nude.

Martedì mattina, in tribunale a Reggio Emilia, si è svolto l’epilogo giudiziario a porte chiuse. Dei protagonisti neanche l’ombra. In qualche modo la vicenda si deve essere smorzata, perché l’udienza preliminare è solo faccenda da addetti ai lavori.

La vittima dello stalking e la madre - tramite l’avvocatessa Vera Sala - si costituiscono parte civile.

A monte c’è un progetto di patteggiamento che comporta dieci mesi di reclusione, con pena sospesa, concordato dagli avvocati difensori Giulia Incerti e Luigi Scarcella con la Procura e che di lì a poco il giudice per l’udienza preliminare Dario De Luca avalla.

All’uscita dall’aula nessun legale parla davanti ai taccuini. Meglio dimenticare. —