Alcar Uno, evasione da 80 milioni Nei guai l’ex presidente Sante Levoni

Sequestro preventivo di Ferrari d’epoca, motociclette, fabbricati, terreni e quote societarie. Iva non pagata per otto milioni

CASTELNUOVO. Alcar Uno nella bufera e in modo particolare l’ex presidente, il 79enne Sante Levoni, segnalato all'autorità giudiziaria e all’Agenzia delle entrate per infedele dichiarazione dovuta ad omessa dichiarazione dei redditi per oltre 2 milioni di euro. Ma non è questa la sola cifra che appare in questa operazione della Guardia di Finanza di Modena: le Fiamme gialle, indagando sui conti e i movimenti finanziari dello stabilimento storico di Castelnuovo nel settore della lavorazione delle carni, hanno accertato una maxi evasione per oltre 80 milioni di euro ed un’Iva evasa per quasi 8 milioni di euro.

 

Da qui il sequestro preventivo di fabbricati, terreni, di due prestigiose Ferrari d’epoca, di moto e di quote societarie per 16 milioni di euro. Procediamo con ordine. L’indagine del comando provinciale (nucleo polizia economico-finanziaria) guidato dal colonnello Adriano D’Elia è stata condotta attraverso due filoni che hanno portato a scoprire due condotte fraudolente. Il primo filone riguarda i prodotti finiti o semilavorati (prosciutti e quant’altro) che, secondo la Finanza, venivano ceduti in nero.

I militari in sostanza hanno trovato forti discrepanze confrontando alcuni documenti informatici extracontabili, redatti dalla società ed acquisiti all’avvio della verifica, e la contabilità ufficiale della società.. Il colonnello D’Elia spiega: «Si tratta di una presunzione di cessione i n nero: nei rapporti che questa azienda aveva con le cooperative conteggiava, per fare un esempio, cento prosciutti poi invece nel magazzino ufficiale ne conteggiava quaranta. I sessanta che mancano sono stati considerati ceduti in nero. Questo in estrema sintesi. L’altro filone d’indagine è la conseguenza del primo».

L'altro filone dunque prende in esame il periodo 2012-2016, quando Sante Levoni era ancora presidente. Si è infatti dimesso da ogni incarico verso la metà del 2017 cedendo tutte le sue quote: il 79enne, che ha ottenuto la residenza a Montecarlo, prima di quell’anno era presente in 29 imprese mentre sono 77 le cariche da cui è recesso, come si evince dalle visure camerali. Dalla metà del 2017 le quote di Sante (l’80.6%) sono state acquisire dalla L.H. srl dei figli Lorenzo. Luca e Leonardo.

Grazie ad una segnalazione della Direzione Territoriale del Lavoro di Modena, le Fiamme gialle modenesi hanno accertato che l’Alcar Uno avrebbe indebitamente erogato, nei confronti di alcuni dipendenti assunti quali “autisti”, somme relative a indennità di “trasferte Italia” per un importo poco superiore ai 184mila euro. Ma queste indennità, secondo la Finanza, non venivano assoggettate alle ritenute previdenziali e assistenziali, come invece si sarebbe dovuto fare perchè si tratta di ordinarie prestazioni lavorative.

Prestazioni pertanto da assoggettare a ritenute per un importo pari a 67mila euro. Complessivamente, le attività di verifica parlano di “redditi non dichiarati per oltre 78 milioni di euro, un’Iva evasa pari a quasi 8 milioni di euro e ritenute non operate per 67mila euro”.

Inoltre i rappresentanti legali della Alcar Uno sono stati segnalati all’autorità giudiziaria per l’ipotesi di reato di infedele dichiarazione. Successivamente, è stata pure svolta una ulteriore attività ispettiva nei confronti di Sante Levoni, definito dalla Finanza “socio con partecipazione “qualificata”, da considerarsi caratterizzata dalla cosiddetta “ristretta base partecipativa” (azionaria e familiare). A conclusione della verifica è stata segnalata all’Agenzia delle Entrate di Modena “l’omessa dichiarazione di redditi di capitale per un importo di oltre 2 milioni di euro da parte del socio, con residenza in Montecarlo”.

In tutto la Finanza ha provveduto al sequestro preventivo di 10 beni immobili, tra fabbricati e terreni, 7 auto, tra le quali due prestigiose Ferrari d’epoca, 2 moto e quote societarie per un controvalore di 16 milioni di euro. —